CineTeatro Baretti  
 

JOKER

Sabato 14 dicembre 2019
orario: 21.00

Domenica 15 dicembre 2019
orario: 18.00

Domenica 15 dicembre 2019
orario: 21.00

in versione originale con sottotitoli

Prezzo dei biglietti:

- interi €5,00
- ridotti €4,00 (over 65, under 25)
- Aiace € 3,50

Sabato 14 dicembre, ore 21

Domenica 15 dicembre, ore 18

 

Domenica 15 dicembre, ore 21, v.o. con sottotitoli

 

JOKER

di Todd Phillips

 

Da sempre solo in mezzo alla folla, Arthur Fleck cerca un contatto. Mentre cammina per le strade fuligginose di Gotham City e attraversa le rotaie dei trasporti pubblici pieni di graffiti di una città ostile, brulicante di divisione e insoddisfazione, Arthur indossa due maschere. Una se la dipinge per svolgere il suo lavoro come pagliaccio durante il giorno. L'altra non se la può mai togliere: è la maschera che mostra nell'inutile tentativo di sentirsi parte del mondo che lo circonda, che nasconde l'uomo incompreso che la vita sta ripetutamente abbattendo. Senza un padre, Arthur ha una madre fragile, probabilmente la sua migliore amica, che lo ha soprannominato 'Felice', un appellativo che ha scaturito in Arthur un sorriso che nasconde un'angoscia interiore. Ma, da quando è stato vittima di bullismo da parte di adolescenti per le strade, o deriso per i suoi abiti in metropolitana, o semplicemente preso in giro dai suoi compagni pagliacci al lavoro, quest'uomo solitario si è distaccato ancor di più dalla gente che lo circonda.


Diretto, co-scritto e prodotto da Todd Phillips, "Joker" racconta l'originale visione del regista sul famigerato villain DC, una storia sulle origini pervasa, ma allo stesso tempo al di fuori, dalle mitologie più tradizionali del personaggio. L'esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in maniera indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare un posto nella società fratturata di Gotham. Desiderando che la luce brilli su di lui, si cimenta come comico di cabaret, ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui. Intrappolato in un'esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia, crudeltà e - in definitiva - tradimento, Arthur prenderà una decisione sbagliata dopo l'altra, provocando una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio allegorico.

 

Il film è vietato ai minori di 14 anni.


 

 

 

 

 

Scheda film
Durata 122'
Genere Thriller, Drammatico, Giallo
Regia Todd Phillips
Cast

Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Bill Camp, Zazie Beetz, Brett Cullen, Frances Conroy, Glenn Fleshler, Marc Maron, Douglas Hodge, Josh Pais, Shea Whigham

Anno 2019
Nazione USA
Produzione

DC Comics,DC Entertainment,Joint Effort

Distribuzione

Warner Bros. Italia

Data di uscita Ottobre 2019


 

"Mia madre mi diceva sempre di sorridere e di fare un bel sorriso..."
—Arthur Fleck

 

Sono i primi anni '80 e Gotham City è in subbuglio. Non c'è nessun retroscena criminale in atto, né un mafioso che mette tutti a rischio per raggiungere i propri interessi. C'è piuttosto una preoccupazione molto più palpabile per chiunque viva entro i confini distopici di questa comunità con crescenti disparità sociali, e le tensioni sono aggravate da uno sciopero dei netturbini che continua da più di una settimana. Gotham è in piena crisi. Sono rimaste solo la città e coloro che la sovrintendono e, come in qualsiasi comune a corto di risorse finanziarie, vengono tagliati i servizi destinati ad alleviare le difficoltà degli emarginati.
No, questi non sono né la Gotham, né il Joker conosciuti in 80 anni di narrativa rappresentata su pagina o schermo. Piuttosto, qui si tratta di uno standalone sulle origini di questo famigerato personaggio, la cronaca di un'atmosfera di agitazione che porta un uomo a rischio come la sua città - e probabilmente, a causa di essa – ad avvicinarsi al precipizio: Arthur Fleck.
Il regista Todd Phillips ammette: "Adoro la complessità del Joker, e ho pensato che sarebbe valsa la pena esplorare le sue origini nel cinema, dal momento che nessuno lo ha fatto e canonicamente non ha un inizio formale. Quindi, Scott Silver ed io abbiamo scritto una versione di un personaggio complesso e complicato, e di come potrebbe evolversi ... e poi devolvere. Questo è ciò che mi ha interessato: non una storia del Joker, ma la storia del diventare Joker".
Il film presenta vari punti di riferimento a Gotham, abilmente inseriti in cupo paesaggio, per dare una collocazione al pubblico e consentire alla performance ipnotica e cruda di Joaquin Phoenix di evocare le emozioni necessarie per intraprendere questo viaggio con Arthur, attraverso il lato oscuro della città - e alla fine il suo. "Uno dei temi che volevamo approfondire nel film è l'empatia e, soprattutto, la mancanza di empatia che è presente in gran parte del mondo di Arthur", afferma Phillips.
"Ad esempio", continua, "nel film si nota la differenza del modo in cui i bambini e gli adulti reagiscono ad Arthur, perché i bambini vedono il mondo senza filtri; non vedono i ricchi contro i poveri oppure non considerano un individuo emarginato come fanno gli adulti. Vedono Arthur semplicemente come qualcuno che cerca di farli sorridere. Non è una cosa innata, impariamo col tempo a non accettare gli altri e, sfortunatamente, di solito lo facciamo".

Silver afferma: "Inizialmente vuole far ridere le persone, cercando di metter loro un sorriso sulla faccia. Ecco perché è un pagliaccio, e perché sogna di diventare un comico. Vuole solo portare un po' di allegria nel mondo. Ma poi l'ambiente malsano di Gotham lo butta giù: la mancanza di compassione ed empatia, la perdita di civiltà ... Questo è ciò che ha creato il nostro Joker".
L'Arthur creato da Phillips e Silver è intrappolato in un'esistenza ciclica di segnali mal interpretati. Persino l'incontrollabile ed inappropriata risata di Arthur, che acquista slancio mentre cerca di contenerla, non trasmette simpatia a coloro che incontra quotidianamente, esponendolo a ulteriori situazioni di ridicolo e alienazione dalla società di Gotham. "Al giorno d'oggi la sua è una sindrome riconosciuta, ma al tempo in cui è ambientata la nostra storia non era stata realmente diagnosticata, sebbene fosse una condizione reale", spiega il regista.
Phoenix ammette che anche durante le riprese: "Ci sono stati momenti in cui ho provato compassione per lui, avendo compreso le sue motivazioni, ma nel momento successivo ho rigettato le decisioni che prendeva. Interpretare questo personaggio è stato una sfida per me come attore, e sapevo che avrebbe sfidato anche il pubblico e le idee precostituite che si hanno sul Joker, perché nel suo mondo immaginario, così come nel nostro mondo reale, non ci sono risposte facili".
"Parliamo spesso della punta dell'iceberg, ma raramente ci soffermiamo su ciò che c'è sotto, ciò che ci porta ad essere in un certo modo", afferma Phillips. "Arthur è l'uomo che se incontri per strada ci passi oltre ... o sopra. Con questo film speriamo di andare a vedere ciò che si cela sotto la superficie".
Sono stati questi temi, insieme alla passione del cineasta per il suo lavoro, a evocare l'idea non solo di un qualsiasi film di Joker, ma di questo film su Joker. "Sono stato ispirato dagli studi sul personaggio che ho visto quando ero più giovane. L'aspetto, l'atmosfera, il tono di quei film avevano senso per questa storia".
Per Phillips, ciò significava gli anni '70 e '80, l'era di grandi film come "Serpico", "Taxi Driver" e "Quinto potere". Dice: "Abbiamo incluso alcuni elementi canonici e li abbiamo inseriti in una Gotham City fatiscente del 1981 perché si rifà a quell'epoca, e l'avrebbe rimossa dal mondo dei fumetti che conosciamo bene nei film di oggi".
Phillips non solo ha scelto Phoenix, ma ha scritto la parte pensando proprio a lui. "Il lavoro passato di Joaquin mi ha sempre colpito, ma quel che più apprezzo di lui è il suo stile e la sua imprevedibilità, cose che ritenevamo si adattassero molto a questo personaggio", afferma Phillips. "Mentre gli altri fanno calcoli, Joaquin suona jazz. È solo uno dei più grandi, un impavido; il suo lavoro è coraggioso e vulnerabile e ho pensato che se avessimo potuto coinvolgerlo, avremmo dato vita a qualcosa di veramente speciale".
Anche se in passato ha resistito a qualsiasi tipo di progetto del genere, l'attore è rimasto affascinato da questa sceneggiatura. "L'ho ritenuta audace e complessa, qualcosa che non avevo mai letto prima. Todd ha un modo unico di vedere le cose, davvero perfetto, credo, per questo film", osserva Phoenix. "Nel lavorare con un regista, prediligo chi ha una visione singolare del materiale, e nessuno avrebbe potuto fare questo film a parte Todd".
La storia di Arthur è ampia ma al tempo stesso limitata nei dettagli, alternativamente concentrata e distorta. Realizzata con Silver, come ricorda Phillips "in un anno, in un piccolo ufficio di New York", i due hanno iniziato a stilare il percorso di un uomo comune che potrebbe diventare un personaggio così malvagio e famigerato. "Nell'ottica della storia che stavamo raccontando, un uomo che cadeva in una vasca piena di acido non poteva funzionare, anche se la cosa la reputo interessante, quindi abbiamo provato a far passare tutto attraverso la lente del 'mondo reale' ", afferma. "Per dare un senso al mondo del nostro film, abbiamo pensato: 'Beh, perché dovrebbe truccarsi quando diventa Joker? Dove ha preso questo trucco e perché ce l'ha? E se fosse un pagliaccio?".
"Quindi, naturalmente, abbiamo dovuto chiederci perché avrebbe lavorato come pagliaccio", continua, "e siamo arrivati alla conclusione che sua madre gli ha sempre detto di portare sorrisi e gioia nel mondo. Tutto è iniziato da qui".
Oltre alle caratteristiche visive proprie del personaggio, c'è un tratto distintivo della personalità comune in quasi 80 anni di fumetti, presente in ogni iterazione di film, che Phillips e Silver hanno voluto inserire nella loro storia: quello del classico narratore inaffidabile che non viene mai creduto fino in fondo. "Si ha una profonda libertà con un narratore inaffidabile, e ancora di più quando si tratta di Joker (la realtà da lui narrata potrebbe essere distorta, ndt)", dice il regista riguardo al famoso reprobo ingannevole, la cui propensione a fondere realtà e finzione dilaga in ogni fotogramma del film. "Nel fumetto Batman: The Killing Joke, lo stesso Joker afferma: 'Se avrò un passato, preferisco che sia una scelta multipla!'. Quindi, cosa è realmente successo e chi pensi che sia alla fine, dipendono solo dall'ottica in cui si guarda il film. Non si andrà via con tutte le risposte, ed è quel che penso sia intrigante di un personaggio come questo".
Per realizzare tutto ciò che intendeva con "Joker", Phillips e il partner di produzione Bradley Cooper hanno scelto di girare le riprese principali in location pratiche, all'interno e nei dintorni della città che ha ispirato Gotham stessa: la nativa New York di Phillips e il vicino New Jersey. A tal fine, hanno reclutato la produttrice Emma Tillinger Koskoff, esperta di riprese nella regione con collegamenti con i più grandi talenti sottopagati della città. "Emma è una delle grandi produttrici di New York e siamo stati fortunati ad averla", afferma Phillips.
Oltre a mettere insieme e gestire tutti gli aspetti della produzione fisica, la Tillinger Koskoff afferma: "Todd aveva una visione unica e stimolante riguardo all'aspetto e all'atmosfera del film. Il mio ruolo era di facilitare quella visione e creare l'atmosfera più adatta, in modo che potesse concentrarsi sugli attori e sulla scena che stavano girando. Todd ed io abbiamo avuto la fortuna di lavorare con una squadra fantastica: la migliore di New York. C'era un livello di fiducia e rispetto sul nostro set che gli ha permesso di lavorare in modo rapido e creativo. È stato un privilegio vedere Todd e Joaquin collaborare a questo film mozzafiato".
Il team creativo di Phillips includeva anche il direttore della fotografia Lawrence Sher, alla loro sesta collaborazione; l'esperto scenografo Mark Friedberg; il costumista Mark Bridges, che ha lavorato diverse volte con Phoenix; il montatore Jeff Groth, un frequente collaboratore del regista; e la compositrice Hildur Guðnadóttir, che ha iniziato a inviare dei brani musicali a Phillips basandosi solo sulle pagine della sceneggiatura, prima ancora che venisse girato un fotogramma del film.


"... Mi diceva che ho uno scopo: portare risate e gioia nel mondo."
—Arthur Fleck

 

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