CineTeatro Baretti  
 

CHIAMAMI COL TUO NOME

Sabato 21 aprile 2018
orario: 21.00
Domenica 21 aprile 2018
orario: 18

Domenica 22 aprile 2018
orario: 21.00

in versione originale con sottotitoli

Prezzo dei biglietti:

- interi €5,00
- ridotti €4,00 (over 65, under 25)
- Aiace € 3,50

Sabato 21 aprile, ore 21

Domenica 22 aprile, ore 18


Domenica 22 aprile, ore 21 in versione originale con sottotitoli


CHIAMAMI COL TUO NOME
un film di Luca Guadagnino

 

Un racconto sensuale e trascendente sul primo amore, basato sul famoso romanzo di André Aciman. Vincitore dell'Oscar come Miglior sceneggiatura non originale a James Ivory.

Per il racconto di questo film ci affidiamo alle parole di Paolo Mereghetti per il Corriere.it (link).

 

È una storia d’amore, ma è anche qualcosa di più: il racconto di una vacanza estiva, la scoperta di un diverso se stesso, il sogno di un mondo accogliente e comprensivo. E la prova di una nuova maturità per Guadagnino, che qui abbandona i toni sempre un po’ troppo sottolineati delle sue opere precedenti per una messa in scena più trattenuta e sussurrata, a volte quasi distratta, divagante, ma proprio per questo perfetta nel restituire un’atmosfera prima che una storia. A cui non è estranea la scelta di un cast di attori eccellenti ma per niente star, che non hanno bisogno di dimostrare a ogni scena come sono bravi.

 

Ambientato nell'estate del 1983, «da qualche parte in Nord Italia» (è la campagna nei pressi di Crema, molto familiare al regista), Chiamami col tuo nome usa lo stratagemma dell'arrivo di un estraneo, il ricercatore universitario americano Oliver, all'interno di una comunità rilassata e vacanziera non per accendere tensioni o conflitti ma piuttosto per offrire a ognuno degli altri protagonisti l'occasione per scoprire o rivelare qualcosa di sé. È un'abitudine dei padroni di casa, il professor Perlman e sua moglie Annella, di invitare ogni estate un dottorando, più che per avere un aiuto nelle ricerche archeologiche di lui per generoso spirito di servizio, mettendo a disposizione di un estraneo un accogliente angolo di tranquillità. Come fa anche il figlio Elio con amici e amiche, che spesso animano i prati e la villa di famiglia.

 

La storia, sceneggiata da James Ivory a partire dal romanzo omonimo di André Aciman, segue l'attrazione delle ragazze per il nuovo affascinante arrivato, l'irritazione di Elio per i suoi comportamenti fin troppo disinvolti, la sua educazione musicale e letteraria, l'attendismo dei padroni di casa per una presenza che intuiscono destinata ad accendere passioni. Per poi seguire i turbamenti di Elio, alle prese con l'esplosione della sua sessualità, all'inizio per l'amica Marzia e poi per Oliver. Quello che colpisce e affascina in queste vicende è l'assoluta mancanza di scabrosità o compiacimento, è la delicatezza con cui Guadagnino fa muovere la macchina da presa, quasi esitante di fronte ai corpi che si spogliano: una volta si concede anche una «anacronistica» panoramica dal letto alla finestra aperta sugli alberi, quasi fossimo in un pudico film hollywoodiano degli anni Quaranta.

 

Ma è proprio qui la forza del film, nella voglia di cercare dolcezza e rassicurazione dove invece si potrebbe trovare scandalo e peccato. Per questo il film va al di là della «storia d'amore», perché mescola le voglie del sesso con il piacere dell'estate, la scoperta del proprio desiderio con la sua accettazione lungo una strada che ricorda Bertolucci e Io ballo da sola ma che sa anche inseguire una più personale espressività. Anzi, se c'è qualche nota che sembra stonare, è proprio la voglia di ancorare il film a un presente storico che stride con quell'atmosfera di panteistico edonismo che si respira lungo tutto il racconto.

 

Gli zii che si accalorano per Craxi e il pentapartito, le domestiche che parlano di Resistenza, la cena con la coppia vistosamente gay, la lettura di Le Mondee, la catenina con la stella di David sono tutti momenti che dovrebbero rispondere a una messa a fuoco sociologica (la politica, i valori, la tolleranza, la cultura, l'identità) ma che finiscono quasi per raffreddare le emozioni che invece crescono e avvolgono tutto il film. Forse piacerebbe che Guadagnino alzasse la scommessa delle sue ambizioni, arrivando a coniugare con maggior padronanza grandi temi e problemi individuali e collettivi ma sarebbe sbagliato pretenderlo da Chiamami col tuo nome, che trova il proprio fascino nel lasciare che il mondo esterno non turbi un'estate che i suoi protagonisti non dimenticheranno mai. Proprio come ci suggerisce l'ultimo sguardo di Elio che interroga se stesso (e il pubblico) sul senso della sua esperienza.

 

 


 

 

Scheda film
Durata 130'
Genere Drammatico, Sentimentale
Regia Luca Guadagnino
Cast Armie Hammer, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel, Victoire Du Bois
Anno 2017
Nazione Italia, Francia, Brasile, USA
Produzione

Frenesy Film, La Cinéfacture, RT Features, Water's End Productions

Distribuzione

Warner Bros.

Data di uscita Gennaio 2018

 

 

Il CineTeatro Baretti è una Sala della Comunità. Per questo motivo vi forniamo per completezza d'informazione la valutazione pastorale presente sul sito della Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana:

 

Alla base del film c'è il romanzo omonimo di André Aciman. Un'estate, una villa di nobile e antica bellezza in Lombardia: è la cornice dove passa il tempo Elio, ragazzo di famiglia ebraica, insieme ai genitori; il giovane è turbato dal misterioso richiamo di qualcosa che lo inquieta ma non riesce a individuare. Elio vive il delicato momento del passaggio dall'adolescenza alla maggiore età, quando gli stati d'animo diventano incerti e difficili. L'arrivo dell'americano Oliver fa deflagrare equilibri e reazioni. Dal punto di vista stilistico-narrativo, il regista Guadagnino compone immagini di un estetismo forte, ricercato, e a tratti respingente. C'è qualcosa di aspro, di scostante, che passa attraverso due giovani, sui quali la regia getta uno sguardo obliquo ma comunque comprensivo. Con tale opera l'autore prosegue un percorso narrativo cominciato con i titoli precedenti, "Io sono l'amore" e "A Bigger Splash", tracciando una sua ideale trilogia dell'amore. Ed è proprio in quest'ottica che il film, sotto il profilo pastorale, incontra gli ostacoli più evidenti e problematici. L'opera infatti propone una visione disinvolta e spregiudicata dell'omosessualità. Attraverso le atmosfere suadenti del film, in un clima estivo segnato da leggerezze e permissività, sembra che si suggerisca una idea di libertà sessuale senza limiti, pericolosa soprattutto nell'ottica dei giovani adolescenti. Inoltre, la famiglia di Elio appare distaccata, a volte persino consenziente dinanzi alla passione che lega i due giovani. Senza nulla togliere alla confezione formale del film, alla regia di Guadagnino e alle interpretazioni degli attori (che lo hanno portato a essere nominato ai premi Golden Globe e Oscar 2018), è da rilevare però che la visione di "Chiamami col tuo nome" in ambito pastorale è, per i motivi sopraindicati, carica di estrema problematicità sotto il profilo morale. Il film pertanto va gestito con prudenza e cautela, data anche la presenza di scene sessuali esplicite, soprattutto pensando alla possibile visione da parte di un pubblico giovane. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso e problematico.

 

 

 

Associazione Baretti - Via Baretti, 4 - 10125 Torino - P. IVA 08495900014
CineTeatro Baretti - Via Baretti, 4 - 10125 Torino - Tel/Fax 011 655187 - Created by Wic.it