CineTeatro Baretti  
 

CINETICA 2017/2018 - Quarta stagione

 

CINETICA - LA RETE DELLE SALE INDIPENDENTI DELLA CITTÀ prosegue il calendario della sua quarta edizione con la doppia proiezione del documentario Vita Nova di Danilo Monte e Laura D’Amore in programma venerdì 27 ottobre alle ore 21.00 al Centro Studi Sereno Regis e lunedì 30 ottobre alle ore 21.00 al CineTeatro Baretti, alla presenza della coppia di registi.

 

Vita Nova (Italia, 2016, 80’), presentato in concorso lo scorso anno al Festival dei Popoli di Firenze e recentemente applaudito all’Annecy Cinema Italien appena concluso, è un lavoro intimo e personale del regista e della sua compagna, nonché co-regista, che racconta senza filtri e con naturalezza, il percorso intrapreso dalla coppia per il concepimento di un figlio attraverso la fecondazione assistita. 

 

I protagonisti e al contempo registi, Laura e Danilo compagni nella vita e nell’arte, non riuscendo ad avere un figlio decidono di intraprendere la strada della fecondazione assistita. Lui è un regista, lei è la sua produttrice oltre che insegnante di Yoga e nei mesi che precedono il primo tentativo di PMA (Procreazione Medicale Assistita) sono spaesati e si rendono conto della complessità dell’esperienza che stanno per affrontare.


Decino allora di filmarsi per lasciare una traccia di quello che stanno vivendo, per elaborare e in futuro poter condividere, attravero il cinema, quest’esperienza intensa e inaspettata. Qui inizia Vita Nova, un film che parla del sogno di diventare genitori, del miracolo della vita come fatto assolutamente non scontato e della moderna condizione di coppia in cerca di un figlio. Laura e Danilo provano a capirne di più mettendosi in gioco in prima persona nella speranza che questo film passa diventare strumento di riflessione per loro e per chi lo vedrà.

 

Vita Nova è un film che abbiamo amato molto, noi della redazione di Cinetica - commenta Dario Cambiano del Centro Studi Sereno Regis - perché fa emergere la nostra umanità nell'atto della ricerca di un equilibrio esistenziale. È un film che ci interroga profondamente: la tecnologia, la scienza, ci stanno davvero aiutando? Il “possibile” è anche e sempre una porta per la felicità? Vi aspettiamo per interrogarci insieme con gli autori.

 

 

VITA NOVA

> VENERDÌ 27 OTTOBRE, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS

> LUNEDÌ 30 OTTOBRE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
VITA NOVA
di Danilo Monte e Laura D'Amore (Italia, 2016, 80').

I registi Danilo Monte e Laura D'Amore presenteranno le proiezioni.

 

Vita Nova, presentato in concorso lo scorso anno al Festival dei Popoli di Firenze e recentemente applaudito all'Annecy Cinema Italien appena concluso, è un lavoro intimo e personale del regista e della sua compagna, nonché co-regista, che racconta senza filtri e con naturalezza, il percorso intrapreso dalla coppia per il concepimento di un figlio attraverso la fecondazione assistita.

I protagonisti e al contempo registi, Laura e Danilo compagni nella vita e nell'arte, non riuscendo ad avere un figlio decidono di intraprendere la strada della fecondazione assistita. Lui è un regista, lei è la sua produttrice oltre che insegnante di Yoga e nei mesi che precedono il primo tentativo di PMA (Procreazione Medicale Assistita) sono spaesati e si rendono conto della complessità dell'esperienza che stanno per affrontare.
Decino allora di filmarsi per lasciare una traccia di quello che stanno vivendo, per elaborare e in futuro poter condividere, attravero il cinema, quest'esperienza intensa e inaspettata. Qui inizia Vita Nova, un film che parla del sogno di diventare genitori, del miracolo della vita come fatto assolutamente non scontato e della moderna condizione di coppia in cerca di un figlio. Laura e Danilo provano a capirne di più mettendosi in gioco in prima persona nella speranza che questo film passa diventare strumento di riflessione per loro e per chi lo vedrà.

 

 

CINETICA è arrivata alla sua quarta edizione e anche quest’anno il suo obiettivo è diffondere il cinema documentario di qualità, rendendolo accessibile e a disposizione del pubblico.
Da quattro anni, il CineTeatro Baretti, il Cecchi Point Hub Multiculturale e la Sala Gabriella Poli del Centro Studi Sereno Regis - contesti culturali da tempo dedicati alla promozione del cinema indipendente - hanno unito forze ed idee per la nascita di una rete come CINETICA volta alla distribuzione diffusa del cinema del reale a Torino.

 

 

Tre anni di crescita per CINETICA, adesso ci sentiamo più solidi e pronti ad affrontare una nuova stagione - commenta la responsabile Cristina Voghera -. Viviamo però un periodo difficile e l’assenza di sostegni economici ci rende tutto più complicato. Ma resistiamo e continuiamo il nostro percorso di condivisione di spazi, idee, esperienze. Perché questo è CINETICA, non una semplice rassegna cinematografica ma un percorso sociale di crescita attraverso la fruizione di film di qualità.

 

 

 

CINETICA è un progetto curato e condiviso da: Associazione Baretti, Associazione Museo Nazionale del Cinema, Associazione Videocommunity, Centro Studi Sereno Regis con la collaborazione di CineAgenzia e Aiace Torino. Tutte le novità e gli aggiornamenti sulle attività di CINETICA si potranno leggere sull'Agenda del Cinema a Torino (www.agendacinematorino.it), media partner del progetto insieme a CinemaItaliano.info (www.cinemaitaliano.info). Nel corso della stagione verranno organizzate proiezioni speciali, mentre i film in programma sono a disposizione per proiezioni mattutine e pomeridiane per le scuole del territorio nelle sale di CINETICA, per prenotarsi scrivere a cineticatorino@gmail.com.

 

 

Luoghi e contatti:
CineTeatro Baretti, Via Baretti 4, Torino - www.cineteatrobaretti.it
Cecchi Point – Hub Multiculturale, Via Cecchi 17/21, Torino - www.cecchipoint.it
Sala Gabriella Poli - Centro Studi Sereno Regis, Via Garibaldi 13, Torino - serenoregis.org

 

 

Tariffe:
Intero 4€ - Ridotto 3€ (under 25, over 65)
Per maggiori informazioni: cineticatorino@gmail.com – 347 56 46 645

 

 

 

I film già programmati della IV stagione (2017/2018):

 

GIPO, LO ZINGARO DI BARRIERA

> SABATO 21 OTTOBRE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI

> DOMENICA 22 OTTOBRE, ORE 18.00 E 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
GIPO, LO ZINGARO DI BARRIERA
di Alessandro Castelletto (Italia, 2016, 55').

I musicisti Luca Morino e Bea Manin apriranno la serata con una sequenza di brani tratti dal repertorio di Farassino. Sarà presente il regista Alessandro Castelletto.
Luca Morino, musicista e cantante dei Mau Mau, trova uno scatolone davanti alla porta del suo negozio. Dentro c'è del materiale su Gipo Farassino: vinili, foto, libri e articoli di giornale. Ma anche oggetti intimi e personali. Un ritrovamento non casuale: chi lo ha recapitato lo sta invitando a compiere un viaggio alla ricerca dello chansonnier. Seguendo le tracce presenti all'interno del pacco, Morino incontrerà personaggi legati al mondo farassiniano e luoghi di una Torino nascosta e sconosciuta ai più. E sarà catapultato in situazioni oniriche e surreali.

 

Con questo film - commenta il regista - ho voluto raccontare la storia di un uomo ma soprattutto il mondo del quartiere di Barriera che sta dietro il percorso artistico e umano di Farassino. Fuori dalla retorica e senza la volontà di costruire un mito. Un documentario autentico come il suo protagonista, per riscoprirlo, rendergli omaggio, dargli il posto che si merita nel panorama artistico locale e nazionale.
Il percorso artistico di Farassino è quasi completamente incentrato nella sua Barriera di Milano, quartire torinese dove nacque nel 1934; un limite apparente che si è invece rivelato la chiave di volta che lo ha portato a una dimensione universale, quella di "cantare gli ultimi". Poetico nel toccare segni e archetipi che sono patrimonio di tutti, la sua figura artistica è stata plurima: da cantastorie a attore e autore teatrale, ad attore per il cinema e la televisione. La trama del film è costruita intorno a una figura che fungerà da motore narrativo: Luca Morino, noto musicista e leader del gruppo musicale dei Mau Mau che entra in Barriera e va alla ricerca dei luoghi di Gipo e del suo mondo… Luca Morino fa da Virgilio nel viaggio alla riscoperta di Gipo. Ne rispolvera memoria, talento e qualità umane sulla scia delle note e e dei testi delle sue canzoni, da "Ballata per un eroe" a "Porta Pila", da "Avere un amico" a "La mia città, da "Serenata ciocatona" a "Sangon Blues".

 

 

-------------------------------------------------------------------------------------

 

CineTeatro Baretti, Via Baretti 4, Torino
Cecchi Point – Hub Multiculturale, Via Cecchi 17/21, Torino
Sala Gabriella Poli - Centro Studi Sereno Regis, Via Garibaldi 13, Torino

 

 

-------------------------------------------------------------------------------------

 

 

 

 

I film della terza stagione (2016/2017):

 

PERCHE' SONO UN GENIO! Lorenza Mazzetti

> LUNEDÌ 22 MAGGIO, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI - ANTEPRIMA TORINESE
PERCHE' SONO UN GENIO! Lorenza Mazzetti
di Steve Della Casa e Francesco Frisari (Italia, 2016, 62').

Steve Della Casa sarà presente in sala per presentare il film e incontrare il pubblico.
Il “genio” di Lorenza Mazzetti è tutto nello sguardo fiabesco e profondo con cui vive e racconta la sua storia straordinaria, e le tante opere che da questa nascono.

Adottata da bambina dalla famiglia Einstein, che verrà poi uccisa dalle SS davanti ai suoi occhi, nei primi anni '50 va a Londra per dimenticare la tragedia. Lì si ritrova povera e sola ma non si perde d'animo, riesce a entrare nella celebre Slade School of Fine Art chiedendo di essere ammessa «Perché sono un genio!» – non sapeva che altro dire… Ruba una cinepresa, si inventa regista e gira K, un film sulla persona cui si sentiva più vicina, Kafka. Con Lindsay Anderson, Karel Reisz e Tony Richardson rivoluziona il cinema inglese fondando il Free Cinema: un movimento che si batte per un cinema “libero” e contro l'establishment, attento ai grandi cambiamenti sociali del dopoguerra e capace di fondere neorealismo, poesia e quella voglia di ribellione che porterà poi ai Beatles, alla Swinging London e alle rivoluzioni degli anni '60. Intanto Lorenza continua a fare la cameriera continua anche a fare cinema, e vince nel 1956 un premio a Cannes con il suo secondo film, Together, la storia di due operai sordomuti tra le macerie di una Londra ancora con i segni dei bombardamenti dei tedeschi. A Cannes, Zavattini si innamora del film e le propone di collaborare. Così Lorenza decide di tornare in Italia ma, nel rivedere la gemella Paola e i luoghi dell'infanzia, ricorda la tragedia che aveva rimosso e la affronta ancora una volta attraverso l'arte. Scrive così Il cielo cade, il diario divertente e tragico di una bambina che racconta in modo delicato e feroce il fascismo, la guerra e quanto era successo alla sua famiglia.

Perché sono un genio! Lorenza Mazzetti si concentra su questi anni incredibili in cui Lorenza scopre e comincia ad esplorare il suo “genio”, che poi troverà altre e nuove forme di espressione, non solo in film e libri, ma anche con la collaborazione alla rivista Vie Nuove, in cui analizzava i sogni degli italiani, con i burattini del Puppet Theatre e con la pittura. Nel film è Lorenza stessa a raccontarsi, mentre ci accompagna nei luoghi del suo passato e nella vita di oggi, con la gemella Paola e il suo mondo fatto di incontri e ricordi, sempre con la libertà dell'infanzia addosso. Con la partecipazione degli amici Bernardo Bertolucci, Malcolm McDowell e David Grieco, le immagini dei suoi film, di quelli del Free Cinema e le animazioni dei suoi quadri, “Perché sono un genio! Lorenza Mazzetti” racconta una vita che è un'unica, personale opera d'arte.

   
ROBERTO ASSAGIOLI, LO SCIENZIATO DELLO SPIRITO > MARTEDÌ 26 MAGGIO, ORE 18.00 e 21.00
AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
ROBERTO ASSAGIOLI, LO SCIENZIATO DELLO SPIRITO di Maria Erica Pacileo e Fernando Maraghini (Italia, 2017, 52').
In collaborazione con Psicologia Film Festival
Introduce la psicoterapeuta Elsa Bianco

Un film documentario 'visionario' dedicato alla vita e all'opera del medico psichiatra Assagioli, padre fondatore della 'psicosintesi'. Un'opera strutturata su 'scene e parole evocative' e su contributi autorevoli di personaggi che hanno conosciuto personalmente Roberto Assagioli.
   
ALLA RICERCA DI UN SENSO

A grande richiesta, visto il successo della prima proiezione, si replica!

> MERCOLEDÌ 17 MAGGIO, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI

 

> LUNEDÌ 8 MAGGIO, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
ALLA RICERCA DI UN SENSO di Nathanaël Coste e Marc de la Ménardière (Francia, 2017, 88').

Road-movie di una generazione disillusa, che affronta temi importanti quali il rapporto tra progresso e modernità, l'ecologia, e la forza della società legata all'evoluzione delle nostre convinzioni. Alla ricerca di saggezza e buon senso, gli autori ci invitano a condividere il loro modo di rimettersi in discussione.

 

Marc è un giovane manager francese che vive e lavora a New York, dove esporta dell'acqua in bottiglia per conto di una multinazionale. Nathanaël, suo amico d'infanzia, ha intrapreso la strada opposta: quando si incontrano, ha appena finito di girare un documentario sul problema dell'accesso all'acqua in India. Ritrovandosi, mettono in discussione la loro vita e la società dove vivono e decidono di partire per un incredibile viaggio. Nasce così Alla ricerca di un senso.

   
MONTE INFERNO

> MERCOLEDÌ 10 MAGGIO, ORE 21.00 AL CECCHI POINT – HUB MULTICULTURALE
MONTE INFERNO di Patrizia Santangeli (Italia, 2016, 61'). Anteprima torinese.

interviene l'autrice
I fatti sono questi: erano gli anni '70 quando a Borgo Montello, centro Italia, iniziò l'accumulo di rifiuti che continua ancora oggi con gravi danni all'ambiente e alle persone. Le falde acquifere sono inquinate, così come il fiume Astura che costeggia il monte e arriva al mare. Il vento porta aria inquinata nelle case di chi vive ai bordi della discarica e l'economia del luogo è stata danneggiata. Nel 1994 il pentito di camorra Carmine Schiavone dichiarò che alla fine degli anni '80 furono interrati nella zona rifiuti tossici e nel 1995 venne ucciso Don Cesare Boschin, il parroco di Borgo Montello che aveva denunciato il traffico di quei rifiuti nella zona. L'inchiesta sulla sua morte fu archiviata poco dopo senza un colpevole e a vent'anni di distanza si è riaperta nel giugno del 2016.

 

Monte Inferno è il racconto di un posto segnato dalla presenza una discarica. Un documentario sulla solitudine di chi vive ai margini della montagna di spazzatura e sulla speranza che solo l'umanità e la natura sanno dare. La frase che ha guidato tre anni di lavoro è: Tra il bene e il male esiste un'intercapedine fatta di una materia vaga e sconfinata che a volte coincide con il sogno. Nel documentario s'intrecciano la vita della famiglia Giorgi (nonni, genitori e quattro figli) e quelle di alcuni abitanti della zona, tra solitudine, ineluttabilità di un danno enorme e la voglia di bellezza che ancora rivedono nel posto in cui vivono.

   
BANDA BASSOTTI - LA BRIGATA INTERNAZIONALE

> VENERDÌ 28 APRILE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
BANDA BASSOTTI - LA BRIGATA INTERNAZIONALE di Antonio Di Domenico (Italia, 2016, 56').

Film documentario sulla storica Band operaia romana
La Banda Bassotti è un gruppo musicale Ska-Punk-Oi!romano, uno dei più importanti sulla scena indipendente europea. In trent’anni ha suonato in tutto il mondo, dal Giappone al Sud America, e venduto più di 200.000 dischi.
Sigaro, Picchio, David e Pasquale negli anni ’80 fanno i manovali nei cantieri di Roma.
La pausa pranzo in cantiere è una tribuna politica, un giorno leggono su Il Manifesto: “si formano brigate del lavoro per il Nicaragua”. Laggiù il Fronte Sandinista combatte contro la dittatura, c’è la guerra e la guerra distrugge. Così i quattro manovali partono con pala e piccone perché la libertà si può costruire.
Di ritorno a Roma i manovali continuano a fare i manovali e nelle manifestazioni di piazza costruiscono i palchi, è il loro modo di contribuire alla causa. Un giorno (i Clash, gli Specials, ranchere e ritmi latini nel cervello) i manovali salgono sul palco e nasce così la Banda Bassotti. In quegli anni in Inghilterra c’è la musica della working class, in Italia c’è laclasse operaia che fa la musica.

Dalle borgate romane la Banda viaggia e fraternizza con i Compagni di tutto il mondo, sostiene le lotte di liberazione e di indipendenza. La musica e le parole diventano il mezzo di comunicazione. Negli anni la famiglia è cresciuta, nella Banda Bassotti ci sono tante bandiere e un simbolo che non manca mai: falce e martello.
   
PARTIZANI

> LUNEDÌ 24 APRILE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI

 

A grande richiesta, visto il successo della prima proiezione e la grande quantità di pubblico respinta perché lo spettacolo è andato tutto esaurito, abbiamo organizzato una replica per

SABATO 29 APRILE, ORE 18 AL CINETEATRO BARETTI


FUNNE, le ragazze che sognavano il mare di Katia Bernardi (Italia, 2016, 74').

Un crowdfunding partito sulla rete e diventato un piccolo fenomeno, poi film e un libro.
Tutto nasce dal sogno di 12 "giovani" ottantenni che vogliono realizzare un desiderio: lasciare per qualche giorno le loro splendide montagne di Daone nel Trentino e andare in Croazia per poter vedere il mare, perché molte di loro il mare non l'hanno mai visto in vita loro. E così, in occasione del ventennale del circolo dei pensionati Il Rododendro, la presidentessa decide con entusiasmo di dare il via alla raccolta fondi per questa nobile causa, ma di soldi ne servono tanti per realizzare questo progetto e le attività messe in campo non sempre si rivelano azzeccate. Comincia così l'avventura che le vedrà cucinare torte da vendere in paese, posare da modelle per un calendario e donne di Internèt impegnate nel crowdfunding per raggiungere, non senza alcuni momenti di sconforto, il proprio scopo. Risate, lacrime, gelosie, timori accompagnano le funne (donne in dialetto trentino) e i loro sforzi che le porteranno anche ad una inaspettata notorietà.

   
THE BRIDGE OF DESIRE e REQUIEM

> MERCOLEDÌ 12 APRILE, ORE 21.00 AL CECCHI POINT – HUB MULTICULTURALE
THE BRIDGE OF DESIRE di Gianfranco Barberi (Italia, 2016, 31'). Anteprima nazionale.

Interviene l'autore.
Bob, un musicista jazz in rotta con l'ambiente musicale, troverà la sua autentica espressione artistica sotto l'arcata di un ponte con la quale in piena libertà ingaggerà un assolo di sax stupefacente.

 

A seguire:
REQUIEM di Gianfranco Barberi (Italia, 2003, 63').
Requiem prende spunto dai funerali dell'avvocato Giovanni Agnelli per raccontare la storia piena di contraddizioni della classe operaia torinese, anch'essa destinata a celebrare il proprio funerale.

   
UN ALTRO MONDO > MARTEDÌ 11 APRILE, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
UN ALTRO MONDO di Thomas Torelli (Italia, 2014, 63').
Un film documentario che vuole raccontare la nostra vera forza e chi siamo realmente, sfidando la visione moderna del mondo e riscoprendo i sistemi di valori delle società antiche, come quella dei nativi americani. Si tratta di un viaggio che mette in luce come la fisica quantistica stia riscoprendo le conoscenze degli antichi popoli tribali, di come loro interpretavano la connessione tra l'uomo e l'universo.
   
PARTIZANI

> LUNEDÌ 20 MARZO, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
PARTIZANI, La resistenza italiana in Montenegro di Eric Gobetti (Italia, 2016, 65').

L'autore sarà presente in sala per presentare il film e incontrare il pubblico.
Nikšić, Montenegro, 9 settembre 1943. Poco dopo l'alba l'artigliere Sante Pelosin, detto Tarcisio, fa partire il primo colpo di cannone contro una colonna tedesca che avanza verso le posizioni italiane. Nelle settimane successive circa ventimila soldati italiani decidono di non arrendersi e di aderire alla Resistenza jugoslava.
I partigiani della divisione Garibaldi raccontati in questo documentario sono eroi semplici, che hanno combattuto il freddo, la fame e una devastante epidemia di tifo, pagando con tremende sofferenze una scelta di campo consapevole e coraggiosa.

   
LA MIA BANDIERA, La resistenza al femminile > VENERDÌ 17 MARZO, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
LA MIA BANDIERA, La resistenza al femminile di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese (Italia, 2012, 52').
La Resistenza per quanto grande potesse essere il coraggio e la determinazione degli uomini, non sarebbe stata possibile senza le donne. Per molte l'adesione al movimento di liberazione ha rappresentato la presa di coscienza della propria condizione, l'assunzione di responsabilità e di ruoli che andavano oltre la sfera domestica a cui solitamente erano relegate. Dalle testimonianze delle Partigiane, uniche protagoniste del documentario, si ha uno spaccato inedito delle esperienze di lotta e di vita quotidiana come rivoluzionarie ma anche come madri, figlie e sorelle. Erano partigiane. Erano Donne.
   
TODOS SON MIS HIJOS

> GIOVEDÌ 9 MARZO, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
TODOS SON MIS HIJOS di Ricardo Soto Uribe (Argentina, 2016, 85').
Il film verrà presentato da Renato Di Nicola, Associazione Kabawil – El otro soy yo, gruppo di appoggio italiano all'Associazione Madres de Plaza de Mayo.
Nell'ambito di "Agenda Latino-americana. Sconfitte e vittorie: storie di sviluppo in America Latina". A cura di Caffè Basaglia, Carovane Migranti, Centro Studi Sereno Regis e SUR–Società Umane Resistenti.

 

Nel 1976, una dittatura civico-militare instaura in Argentina un nuovo modello economico. Senza saperlo i dittatori stanno generando "l'opposizione", cioè un gruppo di donne che rivendica la ricomparsa in vita dei suoi 30.000 figli desaparecidos. Ancora oggi, nel crepuscolo della loro vita, le Madri di Plaza de Mayo continuano a costruire nuove forme di identità collettiva, di memoria fertile e di lotta al capitalismo.

Il regista è nato in Cile nel 1981, dove ha studiato Storia dell'Arte e poi Regia. Dal 2011 è parte dell'Area Audiovisi dell'Associazione Madri di Plaza de Mayo.

 

Avevano pensato a tutti i generali ma non avevano fatto i conti con le donne. Quelle madri e quelle nonne che iniziarono a manifestare in Plaza de Mayo con un fazzoletto bianco in testa, chiedendo semplicemente: donde estàn? Commisero l'errore di sottovalutarle, le chiamarono "locas", poi iniziarono ad arrestarle, a picchiarle, qualcune venne assassinata ma non ci fu niente da fare. [cit. Massimo Carlotto]

   
TERRE DI MUSICA, VIAGGIO TRA I BENI CONFISCATI ALLA MAFIA

> LUNEDÌ 20 FEBBRAIO, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
TERRE DI MUSICA, Viaggio tra i beni confiscati alla mafia di Salvatore De Siena e Massimo Falsetta (Italia, 2015, 60').
TERRE di MUSICA è un progetto musicale e culturale, ideato da Salvatore De Siena, leader del Parto delle Nuvole Pesanti, e realizzato dalla band in giro per l'Italia nell'arco di due anni, con la collaborazione di Arci e Libera.
Un viaggio a tappe per documentare l'esperienza dei beni confiscati, raccontare le storie delle tante persone, spesso giovani, che ci lavorano tra mille difficoltà, intimidazioni e vandalismi, e far comprendere che i beni confiscati non rappresentano solo un valore simbolico, ma anche una risorsa, un modello di sviluppo economico e sociale alternativo.

   
REDEMPTION SONG

> VENERDÌ 17 FEBBRAIO, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
REDEMPTION SONG di Cristina Mantis (Italia, 2015, 71').
Cissoko è un profugo di guerra che arriva in Italia provando in prima persona l'estrema precarietà di coloro che fuggono verso l'Europa con il miraggio di una vita migliore. La voglia di contribuire al risveglio della sua gente lo spinge a filmare con una piccola telecamera i risvolti poco allettanti di un mondo occidentale in crisi dove spesso le condizioni dei suoi fratelli sono drammaticamente vicine alla schiavitù. Il suo ritorno in Africa, in Guinea, per proiettare le immagini nelle scuole e nei villaggi, sarà un costante invito alla cessazione dei conflitti interni e all'affrancamento di se stessi e della propria terra. Virtualmente accompagnato nel suo viaggio da artisti che rafforzano il sound emotivo e dal ricordo di Thomas Sankara, dal Senegal di Ilee de Gorée, l'isola della tratta, Cissoko parte per il Brasile, per i quilombi, a rendere omaggio ai discendenti degli schiavi che continuano a lottare per i propri diritti e a mantenere vive le loro origini africane, grazie alla loro unione.

   
DERT

> MERCOLEDÌ 15 FEBBRAIO, ORE 21.00 AL CECCHI POINT – HUB MULTICULTURALE
DERT di Mario e Stefano Martone (Italia, 2016, 62').
La storia della cooperativa agricola Insieme e dell'amicizia che l'ha resa possibile, quella tra Rada, Skender e Mario e della grande rete di amicizia solidale che si è costituita, attraverso i confini, attorno ai valori comuni che questa esperienza rappresenta.
A vent'anni dai tragici avvenimenti che hanno sconvolto la Bosnia, DERT si muove nei luoghi della memoria di un paese segnato dalla guerra ma non è un film sulle vittime e sul dolore. E' la testimonianza di una straordinaria esperienza collettiva fondata sulla dignità e sul lavoro.
Un esempio di convivenza a dispetto di tutti i nazionalismi.
"Dert è quando sorridi, ma se guardi bene in fondo agli occhi vedi il dolore."

   
I VOLTI DELLA VIA FRANCIGENA

> LUNEDÌ 23 GENNAIO, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
Il film verrà introdotto e discusso dal regista Fabio Dipinto
I VOLTI DELLA VIA FRANCIGENA di Fabio Dipinto (Italia, 2016, 55').

"I volti della Francigena" è un progetto cinematografico realizzato da Fabio Dipinto, filmmaker torinese classe 1989. L'autore, camminando i mille chilometri della Via Francigena italiana, dal colle del Gran San Bernardo a Roma, ha filmato per sei settimane le realtà incontrate giorno dopo giorno. Ciò che è emerso è un documentario che racconta i luoghi, ma soprattutto le persone che con il cammino hanno stretto un legame viscerale: pellegrini, ospitalieri, traghettatori, volontari, storici e religiosi, una piccola parte di un'umanità multiforme che rende vivo il percorso.

La videocamera ha scavato in profondità negli esseri umani custoditi da questo percorso: circa quaranta persone hanno raccontato la loro esperienza conversando con l'autore. Individui unici e semplici diventano testimoni di un itinerario millenario ancora selvaggio che si affida silenziosamente al loro operato. Tra le persone intervistate si annoverano lo scrittore e psicoatleta Enrico Brizzi, lo storico Giovanni Caselli, il fondatore del Movimento Lento Alberto Conte, il rettore della Confraternita di San Jacopo di Compostella Paolo Caucci von Saucken, l'abate Joseph Roduit e molti altri. Le parole dei protagonisti si alternano a immagini di luoghi meravigliosi che quotidianamente si presentano dinanzi agli occhi: le linee delle montagne valdostane, il verde delle risaie, i colli toscani, pochi esempi di luoghi speciali che conducono in una città come Roma.

Il film si presenta come un'opportunità per conoscere qualcosa che non è facilmente definibile: per alcuni è un viaggio spirituale o un modo per ritrovarsi, per altri una sfida con se stessi. Un viaggio che permette di allontanarsi dalla frenesia delle metropoli in cui viviamo e riscoprire il sapore delle cose semplici. Un viaggio che consente di attraversare l'Italia da nord al centro, passando per città magnifiche e antichi borghi dimenticati che hanno mantenuto l'autenticità del tempo che li ha originati.

   
MY NAME IS ADIL

> LUNEDÌ 16 GENNAIO, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI +
> MARTEDÌ 17 GENNAIO, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI +
> MERCOLEDÌ 18 GENNAIO, ORE 21.00 AL CECCHI POINT – HUB MULTICULTURALE
MY NAME IS ADIL di Adil Azzab (Italia/Marocco, 2016, 74').
Pare quasi di sentirlo sulla pelle, il sole caldo del Marocco che sovrasta campi e greggi, sporadiche case bianche di calce, cortili e stalle dove i gatti cercano fazzoletti d'ombra per accoccolarsi. Un mondo assolato e desolatamente povero, dove fin da piccoli si lavora per ore nei pascoli, gli adulti possono essere rudi e studiare è un privilegio di pochi.
In questo paesaggio nordafricano è ambientato il film autobiografico "My name is Adil". Una storia vera che parla di migranti e di incontri tra culture, ma anche e soprattutto di sogni che si realizzano per davvero. Sì, perché Adil, costretto fin da bambino ad accudire le "odiate" pecore, sa bene che restare in Marocco significa avere un destino segnato, quello dei giovani pastori invecchiati precocemente che vede intorno a sé.

Per tutto questo, e anche per sfuggire alla violenza quotidiana di suo zio, Adil vuole raggiungere il padre, El Mati, che è emigrato da anni in Italia per mantenere la famiglia. Il ragazzo ce la farà, a partire e ad attraversare il mare - lo stesso mare che si è preso altri giovani come lui - e poi a farsi strada a Milano. Dapprima come aiutante del papà nei mercati, poi come educatore e videomaker. Adil, insomma, realizza la profezia positiva che il nonno gli aveva rivelato poco prima della partenza. «Il nome Adil significa "uomo giusto". Perciò ti abbiamo chiamato così... Tu sei destinato a portare il cambiamento».

Ma cosa significa "cambiare" il proprio destino? Per Adil vuol dire andarsene dalla sua terra, consegnandosi però a una perenne nostalgia della mamma, dei fratelli, dei nonni. «Non mi sento né in un luogo né in un altro», dice nel film il protagonista, divenuto ormai adulto, a Milano: finalmente artefice della sua vita, ma con la costante sensazione del bilico. E così, dopo 13 anni di assenza dal Marocco, il ventisettenne Adil decide di fare un viaggio nel suo paese alla ricerca delle radici e dell'identità. «Solo se conosci da dove vieni, puoi sapere chi sei».

«My name is Adil» ha una genesi davvero unica nel panorama della produzione cinematografica italiana. E non solo perché il protagonista, Adil Azzab, oggi ventisettenne, racconta la sua vita di migrante, avvalendosi di attori non professionisti.

Si tratta infatti di un vero e proprio progetto collettivo, nato in una rete sociale di Milano rivolta alla realtà dei giovani. Innanzitutto, è stato grazie all'incontro con un Centro di Aggregazione Giovanile che Adil ha scoperto la passione per il cinema e la fotografia.

Tanto che nel 2012, Adil e altri professionisti del sociale fondano l'associazione Imagine Factory, che lavora con gli adolescenti attraverso gli strumenti della multimedialità. «In quel periodo ho fatto un viaggio in Marocco con la videomaker Magda Rezeni - racconta il giovane - durante il quale abbiamo fatto delle riprese nelle campagne del mio villaggio, vicino a Beni Mellal».

Dal montaggio del girato, ad opera di Magda, nasce un trailer che convince subito gli operatori. Ci sono le potenzialità per sviluppare un lavoro più ampio sulla storia di Adil. Nasce così il lungometraggio "My name is Adil", realizzato in modo indipendente e con "attori" che mettono in scena se stessi. Come lo stesso Adil, e il suo fratello quindicenne, Hadid Azzab, che interpreta il protagonista all'età di 13 anni, quando lascia il Marocco e arriva a Milano.

Nel 2013, Gabriele Salvatores è tra i primi ad attribuire valore al progetto. «Sarebbe la prima volta che un ragazzo che non sa niente di cinema arriva in un altro paese, impara a fare un film e racconta la sua storia», commentava Salvatores in un video a sostegno di un'iniziativa di crowdfunding per trovare i finanziamenti.

   
MEMORIE, IN VIAGGIO VERSO AUSCHTWIZ

> LUNEDÌ 19 DICEMBRE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
Il film verrà introdotto e discusso da Fabio Dipinto, giovane videomaker e pellegrino, regista de I VOLTI DELLA VIA FRANCIGENA in programmazione al Baretti il prossimo 23 gennaio 2017+
> GIOVEDÌ 22 DICEMBRE, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
SEI VIE PER SANTIAGO di Lydia Smith (USA/Spagna, 2015, 84').
Il film, autobiografico e itinerante, segue da vicino un gruppo di moderni pellegrini che affrontano il viaggio verso Santiago, ognuno con le proprie ragioni, motivazioni e aspettative. Sei persone a confronto, con vite e storie diverse: Misa è una giovane sportiva danese. Viaggia da sola per poter essere più in sintonia con se stessa, ma l'incontro con un ragazzo di dieci anni più giovane cambia radicalmente la sua prospettiva. Sam è brasiliana, ha trent'anni e soffre di depressione. E' alla disperata ricerca di quella forza interiore necessaria a trasformare la sua vita. Tatiana è una madre single francese di 26 anni che affronta il Cammino per devozione a Dio. La accompagnano Alexis, suo fratello ateo e il figlio di tre anni. Il suo tentativo di trovare un rapporto più alto con Dio è messo a dura prova dai continui litigi con il fratello. Tomas, 30 anni, affascinante ed atletico è abituato ad ottenere ciò che vuole. Deve imparare la perseveranza specialmente quando il dolore aumenta ad ogni singolo passo. Annie da Los Angeles è mossa da ragioni spirituali. Jack e Wayne sono due pensionati canadesi. Wayne, 65 anni, cammina per onorare la memoria della propria moglie e Jack, 73, è il sacerdote che ha eseguito il funerale della moglie di Wayne. Per lui il Cammino è una via verso il futuro. Tutti affrontano il cammino dotati solo di uno zaino, un paio di stivali e, soprattutto, una mente libera e aperta.

   
L'ULTIMO VIAGGIO DEL CONTE ROSSO

> MERCOLEDÌ 30 NOVEMBRE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI

> LUNEDÌ 28 NOVEMBRE, ORE 21.00 AL AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
L'ULTIMO VIAGGIO DEL CONTE ROSSO di Fabiana Antonioli (Italia, 2016). Sarà presente la regista in sala.
E' il tardo pomeriggio del 4 maggio 1949 quando finisce tutto. L'inizio del racconto è la fine di una storia divenuta leggenda calcistica, quella del Grande Torino. L'aereo che li trasportava, di ritorno da una amichevole in Portogallo, si schianta su una collina della sua città e si porta via 31 vittime tra formazione, tecnici e dirigenti, giornalisti ed equipaggio.
Umberto, Antonio, Lando e Guido sono dei 18enni della squadra giovanile. Il campionato venne d'ufficio assegnato al Torino, ma mancavano 4 maledette giornate alla fine.
Il racconto di L'ultimo viaggio del Conte Rosso è la storia di quei giovani, che si trovarono nel giro di poche ore a giocarle indossando le maglie dei loro beniamini, contro cui si erano allenati fino a pochi giorni prima. Nessuno di loro divenne famoso nè ebbe una carriera in prima categoria, molti di quella formazione si persero nell'anonimato. Tutto avvenne troppo velocemente, e il tempo della commozione e solidarietà svanì subito. Grandi non furono mai, il pubblico se ne accorse presto. Ma quelle 4 partite, le vinsero tutte.
Oggi, a 89 anni, sono gli ultimi rimasti di quella formazione, gli ultimi ad aver giocato contro il Grande Torino nelle amichevoli di allenamento.
Una squadra che li rese adulti in un attimo. E che il pullman Conte Rosso portò in trasferta fino all'ultimo viaggio, chiudendo il corteo funebre, il giorno dei funerali.

   
ANNO 2018: VERRA' LA MORTE

> GIOVEDÌ 17 NOVEMBRE, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
ANNO 2018: VERRA' LA MORTE di Giuliano Bugani (Italia, 2015, 40').

Ospiti: Fulvio Aurora, presidente della Associazione Italiana Esposti Amianto - AIEA e Alberto Gaino, cronista e autore del libro "Falsi di Stampa" (ed. Gruppo Abele)
L'amianto è un minerale fortemente cancerogeno che è stato utilizzato per oltre quarant'anni nell'isolamento di edifici, tetti, navi, treni, per fabbricare vernici, tegole, pavimenti e tubazioni. Sino ad oggi sono centinaia di migliaia le morti in Europa causate dall'esposizione all'amianto e il numero è destinato a crescere. Prima di scoprire definitivamente i terribili effetti dell'amianto dovremo attendere trent'anni, forse quaranta. Il picco delle morti di amianto è previsto per il 2018. Una proiezione per riflettere insieme sulla ripresa del processo Eternit.

   
MADRE ACQUA, Frammenti di vita di Sergio Atzeni

> MERCOLEDÌ 16 NOVEMBRE, ORE 21.00 AL CECCHI POINT – HUB MULTICULTURALE
MADRE ACQUA, Frammenti di vita di Sergio Atzeni di Daniele Atzeni (Italia, 2015, 74'). Anteprima regionale.

Saranno presenti l'autore Daniele Atzeni, la traduttrice Paola Mazzarelli e Rocco Pinto della Libreria Il Ponte sulla Dora.

Giovane militante comunista, leader del movimento studentesco, precoce giornalista, impiegato presso l'Enel, ribelle disilluso, pecora nera fuoriuscita dal sistema, emigrato in cerca di fortuna, traduttore per i più importanti editori italiani, sperimentatore linguistico, inventore della storia sarda, fine artigiano della costruzione narrativa, cantore degli sconfitti che non si piegano, scrittore coerente e autentico. Tutto questo e molto altro fu Sergio Atzeni, narratore "sardo, anarchico, randagio" fra i più interessanti e singolari del secondo novecento italiano, scomparso nel 1995 quando non aveva ancora compiuto 43 anni.

   
LA SCELTA DI LEONE

> LUNEDÌ 14 NOVEMBRE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI, evento organizzato in collaborazione con l'Associazione Culturale Russkij Mir di Torino e ANPI – Sezione San Salvario. Sarà presente il regista in sala.
> MARTEDÌ 15 NOVEMBRE, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI. Sarà presente il regista in sala.
LA SCELTA DI LEONE di Florence Mauro (Italia, 2016, 65').
Torino, 1923. Al liceo d'Azeglio di Torino un gruppo di diciassettenni si forma intorno all'insegnamento di maestri antifascisti come Augusto Monti e Umberto Cosmo. Tra loro spicca per maturità e carisma un giovane ebreo russo nato a Odessa, Leone Ginzburg. Confrontati alla fase trionfante del fascismo, ognuno di loro lotterà negli anni successivi contro la retorica e l'oscurantismo del regime, con i mezzi dell'azione politica e della diffusione culturale. La scelta più radicale sarà quella di Leone. La sua morte a soli 34 anni a Regina Coeli sotto la feroce tortura nazista; gli anni del confino, l'impegno nel Partito d'Azione e in Giustizia e Libertà, il lavoro editoriale all'Einaudi (di cui è il grande ispiratore) fanno di lui una figura centrale della cultura e dell'identità torinese negli anni in cui questa si afferma come punto di riferimento morale e intellettuale per la Nazione intera, punta di diamante di un'Italia che continua a lottare per difendere i suoi valori più alti.

   
CHINA PLAYTIME

> MERCOLEDÌ 2 NOVEMBRE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
CHINA PLAYTIME di Lucio Lionello, (Italia, 2016, 77'). Anteprima torinese. Saranno presenti gli autori e produttori del film e Massimo Giovara.

In collaborazione con la prima edizione del Dong Film Festival - Il primo festival italiano dedicato al cinema cinese indipendente

2006. Chi è l'uomo sul volo Ulan Bator-Dalian? Cosa ci fa in un piccolo paesino di pescatori tra le nebbie della Manciuria? Chi l'ha mandato in missione in Cina? Per quale motivo incontrerà l'arcivescovo Bergoglio, il futuro papa Francesco? Tutto sembra autentico e irreale allo stesso tempo, ma è normale quando ci si trova in quella terra di mezzo dove il vero e il falso camminano sotto braccio. "A ben vedere non tutto sembra ciò che appare. A volte ci focalizziamo sul particolare e perdiamo di vista il quadro generale." (Lucio Lionello)

Il film "China Playtime" nasce dall'incontro tra Massimo Giovara, attore teatrale, e il gruppo H12, unità di produzione artistica cinematografica indipendente. La materia prima da cui muove il progetto è un archivio video di circa 25 ore di girato con telecamera semi professionale in standard definition 4:3, realizzato da Massimo Giovara nel periodo da luglio a settembre 2006 al Dalian Discovery Kingdom in Cina, come video-diario autobiografico. Le immagini a disposizione riescono a cogliere, in modo quasi impressionistico, un'epoca di rapidi cambiamenti in Cina, in cui le nuove generazioni benestanti iniziavano a consumare grande quantità di cultura occidentale replicandola in maniera artificiosa e puramente rituale, in un contesto di crescita esponenziale a livello economico, demografico, urbanistico. A distanza di nove anni dal girato, dopo aver consultato il materiale video, H12 ha ritenuto che il potenziale insito nelle immagini fosse adeguato alla stesura di un testo capace di ribaltare una prospettiva classica di documentario. L'idea del film nasce dalla necessità di trovare un fil rouge avvincente, che sintetizzi il materiale a disposizione (rielaborato e reinterpretato semanticamente con elementi di pura invenzione, in modo da agevolare la costruzione di un impianto di fiction), in un'espressione ibrida e composita, nella forma e nel contenuto. Le immagini sono state quindi private del loro contenuto narrativo di partenza e sono state utilizzate a supporto di una nuova narrazione, una trama inedita capace di proporre una stratificazione di significanti, aggiungendo e sottraendo fino alla fine differenti piani di lettura. Il film tratta dei possibili nuovi orizzonti che si aprono per la spiritualità occidentale, attualmente in affanno nell'attrarre fedeli per l'agguerrita competizione di materialismo consumistico, di relativismi culturali e morali. Da qui, la necessità di ricercare nuovi mercati, proponendo inedite e ambiziose strategie. L'intreccio si dipana come un gioco di scatole cinesi, i cui progressivi svelamenti corrono sul labile confine di verità e finzione per poi riversarsi nell'ampia zona d'ombra, che si estende tra il verosimile testuale e l'improbabile visivo, quasi allegorica e non priva di sorprese.

   
BAMBOLE

> LUNEDÌ 31 OTTOBRE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
BAMBOLE di Maurizio Orlandi, (Italia, 2016, 45'). Sarà presente l'autore in sala.
Il documentario racconta la vicenda umana di Rina e di Rosa, due donne anziane che vivono la loro ultima fase della loro esistenza che è la vita alla fine della vita. La vecchiaia. Il mondo dei vecchi, come dice Norberto Bobbio, di tutti i vecchi, è, in un modo più o meno intenso, il mondo della memoria. Noi siamo quello che abbiamo pensato, amato, compiuto. Ma, soprattutto, noi siamo quello che ricordiamo. Che ci sia permesso, allora, di vivere sino a che i ricordi non ci abbandonano e che noi possiamo, a nostra volta, abbandonarci a loro.

   
MIO CUGINO E' IL SINDACO DI NEW YORK

> MERCOLEDÌ 26 OTTOBRE, ORE 21.00 AL CECCHI POINT – HUB MULTICULTURALE
MIO CUGINO E' IL SINDACO DI NEW YORK di Vincenzo Lerose (Italia, 2016, 52').
All'inizio del 2014 New York ha cambiato sindaco: si tratta di Bill de Blasio, nuovo sindaco della Grande Mela e 4° italo-americano. Pur essendo nato in America, i nonni materni di de Blasio sono originari di Sant'Agata de' Goti (provincia di Benevento) e di Grassano (provincia di Matera). Di quest'ultimo paese è anche originario l'autore di questo film che ispirato da questa vicenda parte alla volta del sud Italia, accompagnato dal padre, per riscoprire le sue radici, essere testimone della storica visita di de Blasio in paese, e raccogliere e ascoltare i racconti di un popolo che da sempre, e ora più che mai, è costretto ad abbandonare la propria terra alla ricerca di un futuro migliore.


Nel 2013 ho maturato l'idea di girare un documentario che parlasse della mia terra di origine – dichiara Vincenza Larose, regista -, la Basilicata, una delle regioni più povere di Italia. Cercavo uno spunto che mi permettesse di parlare di come, in un'epoca distante da quella in cui mio padre aveva dovuto far le valigie per abbandonare Grassano (Matera) per cercare fortuna al Nord, la gente - e in particolare i giovani - continuassero a non avere altra scelta se non quella di lasciare il luogo che li ha visti crescere per formarsi altrove, senza la reale prospettiva di un ritorno a casa. Sul finire di quello stesso anno, sono stato folgorato da una notizia: Bill de Blasio, nipote di un'abitante di Grassano emigrata negli Stati Uniti a inizio secolo, era il nuovo primo cittadino di New York City. De Blasio, che ora scopro essere originario dello stesso paese di mio padre, è l'ennesimo simbolo di un sogno di realizzazione generazionale, una trasformazione che si compie lontano dai luoghi di origine, dove però le prospettive di un futuro migliore rimangono invariate.

   
NEMICO DELL'ISLAM? Un incontro con Nouri Bouzid

> MARTEDÌ 25 OTTOBRE, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
NEMICO DELL'ISLAM? Un incontro con Nouri Bouzid di Stefano Grossi (Italia, 2015, 77'), sarà presente l'autore in sala.
Nouri Bouzid è il più importante regista tunisino. Ha raccontato nei suoi film tutto ciò che sembra impossibile raccontare dall'interno di un paese arabo: omofobia, tortura, prigionia politica, repressione, patriarcato, integralismo religioso, antisemitismo, patologie sessuali. Non ha trascurato nulla, senza dimenticare che nel cinema (come nella vita) lo stile è la cosa più importante: e che le storie che stanno a cuore bisogna raccontarle in modo prodigioso, perché chi guarda non desideri guardarne altre.

 

A questo film ho lavorato molto – commenta Stefano Grossi, regista -, ho attraversato la storia degli ultimi dieci anni insieme ad esso. Sono contento per i quattro premi che il film ha finora ottenuto (Detour on the Road Film Festival, Visioni Italiane, Festival dei Diritti Umani, Festival Sole Luna) proprio perché in qualche modo le scelte delle varie giurie ripagano l'ostinazione che è stata necessaria per portare fino in fondo questo progetto. E anche perché spero che questi premi dimostrino che chi ha guardato questo film sia riuscito a rivivere con me lo stupore che io stesso ho provato nel corso del mio viaggio, lo stupore di fronte ad un autore che del mondo arabo e dall'interno del mondo arabo ha saputo illuminare le zone più torbide, la lacerazioni più dolorose, le crisi irrisolte e le contraddizioni che nell'immaginario collettivo occidentale ed europeo non hanno mai concretamente modo di manifestarsi, anzi spesso vengono dolosamente ignorate o rimosse, nello sforzo di presentare all'opinione pubblica un mondo islamico molto più compatto e monolitico (dal punto di vista religioso, politico, sociale e culturale in senso lato) di quanto non sia in realtà. Ma soprattutto mi piacerebbe che questo mio film suscitasse il desiderio di vedere tutti i film di Nouri Bouzid finalmente distribuiti in Italia, visto che nessuno fino ad ora ha avuto la voglia o la forza di farlo. Sarebbe il degno tributo ad un grande autore contemporaneo.

   
SPONDE

Lunedì 24 ottobre ore 21,00 al CineTeatro Baretti
SPONDE. NEL SICURO SOLE DEL NORD di Irene Dionisio (Italia/Francia, 2015, 60')

Sarà presente la regista in sala
Sponde è la storia dell'amicizia e della profonda relazione che nasce tra lo scultore e postino tunisino Mohsen e il becchino in pensione Vincenzo. Un giorno Mohsen Lidhabi, a Zarzis – Tunisia, cercando sulla spiaggia materiali per le proprie sculture, trova un corpo. Senza troppe domande decide di dare allo sconosciuto degna sepoltura, scatenando infinite polemiche nella propria comunità di origine e tra i sostenitori di Ben Alì. Su un'altra sponda del Mediterraneo, a Lampedusa, Vincenzo, assiste alla stessa epifania e prende la medesima decisione, sollevando le critiche della comunità religiosa che contesta l'uso delle croci per il seppellimento di uomini non cattolici. Poco dopo Vincenzo riceverà una lettera scritta in francese da un mittente sconosciuto che come lui ha scelto di dare sepoltura ai corpi senza nome arrivati dal mare in seguito alla Primavera Araba. I due uomini, Mohsen e Vincenzo, e il loro timido contatto ci parlano di un'umanità profonda che si confronta con l'osceno della storia attuale; le reazioni delle comunità di appartenenza raccontano, invece, della perenne lotta dell'uomo per la dignità, anche a costo dell'emarginazione

 

 

I film della seconda stagione (2015/2016):

 

LUCEMIA

Lunedì 23 Maggio 2016, ore 21 al Centro Studi Sereno Regis – Sala Gabriella Poli
Martedì 24 Maggio 2016, ore 21 al Cecchi Point – Hub Multiculturale
Mercoledì 25 Maggio 2016, ore 21 al CineTeatro Baretti
LUCEMIA di Lucio Viglierchio (Italia, 2015, 82')

Sarà presente il regista in sala
Nella primavera del 2010 mi sono ammalato di Leucemia Mieloide Acuta. Oggi, dopo tre chemioterapie vissute in regime di isolamento ed alcuni mesi di cure, sono nel limbo che sta tra la remissione e la guarigione dalla malattia. Così ho deciso di affrontare la paura, tornare in reparto e cercare di ritrovare una parte di me. In questo mio cammino a ritroso, mi sono imbattuto in Sabrina. Lei era nelle stanze che mi avevano ospitato. Insieme abbiamo deciso di percorrere la sua battaglia, la nostra battaglia, uno appoggiato alla spalla dell'altro, bisognosi entrambi di confronto e conforto, alla ricerca di quell'attimo in cui si smette di essere pazienti e si torna esseri umani…

   
SPONDE, NEL SICURO SOLE DEL NORD

Lunedì 9 Maggio ore 21,00 al Centro Studi Sereno Regis – Sala Gabriella Poli
Martedì 10 Maggio ore 21,00 al Cecchi Point – Hub Multiculturale
SPONDE. NEL SICURO SOLE DEL NORD di Irene Dionisio (Italia/Francia, 2015, 60')

Sarà presente la regista in sala
Sponde è la storia dell'amicizia e della profonda relazione che nasce tra lo scultore e postino tunisino Mohsen e il becchino in pensione Vincenzo. Un giorno Mohsen Lidhabi, a Zarzis – Tunisia, cercando sulla spiaggia materiali per le proprie sculture, trova un corpo. Senza troppe domande decide di dare allo sconosciuto degna sepoltura, scatenando infinite polemiche nella propria comunità di origine e tra i sostenitori di Ben Alì. Su un'altra sponda del Mediterraneo, a Lampedusa, Vincenzo, assiste alla stessa epifania e prende la medesima decisione, sollevando le critiche della comunità religiosa che contesta l'uso delle croci per il seppellimento di uomini non cattolici. Poco dopo Vincenzo riceverà una lettera scritta in francese da un mittente sconosciuto che come lui ha scelto di dare sepoltura ai corpi senza nome arrivati dal mare in seguito alla Primavera Araba. I due uomini, Mohsen e Vincenzo, e il loro timido contatto ci parlano di un'umanità profonda che si confronta con l'osceno della storia attuale; le reazioni delle comunità di appartenenza raccontano, invece, della perenne lotta dell'uomo per la dignità, anche a costo dell'emarginazione

   
(T)ERROR

Lunedì 2 Maggio ore 21,00 al CineTeatro Baretti
Mercoledì 4 Maggio ore 21,00 al Cecchi Point – Hub Multiculturale
Venerdì 6 Maggio ore 21,00 al Centro Studi Sereno Regis – Sala Gabriella Poli
(T)ERROR di Lyric R. Cabral e David Felix Sutcliffe (Stati Uniti, 2015, 93'), anteprima piemontese.
Il primo documentario a seguire dall'interno una operazione anti-terrorismo dell'FBI, per rendere conto dello stato attuale della War on Terror contro l'islamismo radicale, attraverso una vicenda paradossale che sembra più partorita dalla mente di uno sceneggiatore che pianificata dal Pentagono. Dal punto di vista di "Shariff", 63enne afroamericano, ex-attivista diventato informatore, scopriamo le tattiche di indagine adottate dall'intelligence statunitense, e le torbide giustificazioni che le sostengono. Teso come un thriller, crudo e controverso, (T)error illumina la fragile relazione tra libertà individuali e sorveglianza totale nell'America d'oggi. Festival internazionali: Sundance, True/False, Tribeca, Hot Docs, Full Frame.

   
NEMICO DELL'ISLAM

Venerdì 22 Aprile ore 21,00 al Centro Studi Sereno Regis – Sala Gabriella Poli
NEMICO DELL'ISLAM. Un incontro con Nouri Bouzid di Stafeno Grossi (Italia, 2015, 77')

Sarà presente il regista in sala
Nouri Bouzid è il più importante regista tunisino. Ha raccontato nei suoi film tutto ciò che sembra impossibile raccontare dall'interno di un paese arabo: omofobia, tortura, prigionia politica, repressione, patriarcato, integralismo religioso, antisemitismo, patologie sessuali. Non ha trascurato nulla, senza dimenticare che nel cinema (come nella vita) lo stile è la cosa più importante: e che le storie che stanno a cuore bisogna raccontarle in modo prodigioso, perché chi guarda non desideri guardarne altre.

   
CARTEL LAND

Lunedì 11 Aprile ore 21,00 al CineTeatro Baretti
Mercoledì 13 Aprile ore 21,00 al Cecchi Point – Hub Multiculturale
Venerdì 15 Aprile ore 21,00 al Centro Studi Sereno Regis – Sala Gabriella Poli
CARTEL LAND di Matthew Heineman (Messico/Stati Uniti, 2015, 98'), anteprima piemontese.
Un'immersione nella violenza del narcotraffico in Messico attraverso le vicende di due moderni gruppi di vigilantes alle prese con un nemico comune: i sanguinari cartelli della droga. Nello stato di Michoacán il dottor Jose Mireles guida gli Autodefensas, una milizia di cittadini che si sono ribellati ai Cavalieri Templari, il cartello di trafficanti che da anni semina il terrore nella regione. Nel frattempo in Arizona, in un lungo e stretto tratto di deserto noto come "Cocaine Alley", il veterano Tim "Nailer" Foley guida il gruppo paramilitare Arizona Border Recon, il cui obiettivo è impedire al conflitto di espandersi oltre confine. Festival internazionali: Sundance, Tribeca, Sheffield, Human Rights Watch, AFI.

Presentano le serate la Prof. Anita Silvietta Giletti e il Prof. Alberto Guaraldo del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università degli Studi di Torino.

   
VOYAGE EN BARBARIE

Lunedì 7 Marzo ore 21,00 al CineTeatro Baretti
Mercoledì 9 Marzo ore 21,00 al Cecchi Point – Hub Multiculturale
Venerdì 11 Marzo ore 21,00 al Centro Studi Sereno Regis – Sala Gabriella Poli
VOYAGE EN BARBARIE di Cécile Allegra e Delphine Deloget (Francia, 2014, 72'), anteprima piemontese.

Interverrà Gianfranco Crua di SUR – Società Umane Resistenti che introdurrà la seconda edizione del progetto Carovane Migranti.

Il Sinai è diventato teatro di una vera tratta degli schiavi: a partire dal 2009 50mila eritrei sono passati da qui, e 10mila non ne sono mai tornati. Giovani, di buona famiglia, cristiani, in fuga da una dittatura, vengono rapiti durante la marcia verso il Sudan e torturati da beduini che non hanno che un obiettivo: ottenere un riscatto dalle famiglie, come conferma l'intervista senza precedenti a uno di loro. Tre sopravvissuti ci consegnano la loro testimonianza: Germay, rifugiato al Cairo, e Robel e Haleform, che hanno ottenuto asilo in Svezia. Le loro voci sono le prime a svelare una vicenda avvolta dal silenzio, l'ennesimo dramma sulle rotte della migrazione. Festival internazionali: Prix Albert Londres, New York City International Film Festival.

   
CONTROMANO

Martedì 1 Marzo ore 21,00 al Centro Studi Sereno Regis – Sala Gabriella Poli
Giovedì 3 Marzo ore 21,00 al al CineTeatro Baretti
CONTROMANO di Stefano Gabbiani (Italia, 2015, 75')
Parteciperanno gli autori, i protagonisti e i produttori del film

"Contromano" è stato presentato in anteprima nazionale all'interno della 18esima edizione del Festival CinemAmbiente, ed è stato poi selezionato all'Environmental Film Festival in the Nation's Capital, dove verrà proiettato il 17 marzo 2016 presso l'Ambasciata italiana di Washington D.C.

A Torino, emblema di città post-industriale, la riscoperta della bicicletta apre nuovi orizzonti: speranze, difficoltà, sogni all'interno di due piccole ciclofficine, gestite da persone che, pur provenendo da storie e mondi molto diversi tra loro, vivono la concreta possibilità di reinventarsi e di riparare, oltre alle bici, le loro vite.

Alle loro storie si affianca, quasi nascosta, la presenza di una nuova categoria di invisibili, ai margini delle nostre città: i cosiddetti "raccoglitori", persone che spostandosi ogni giorno sulla propria bici, si muovono tra bidoni della spazzatura e rifiuti, alla ricerca di qualche "pezzo pregiato" da poter rivendere o riutilizzare.

La riscoperta della bici apre nuovi orizzonti su Torino, emblema di città post-industriale: speranze e grandi opportunità per reinventarsi, accompagnate alle difficoltà di chi usa la bici come mezzo di sopravvivenza.

E una domanda da lasciare a tutti noi: in un periodo di profonda crisi come quello che attraversiamo, la riscoperta di un mezzo semplice, cheap ed ecologico come la bici che ruolo può avere, che novità può portare?

   
LIFE IS SACRED

Lunedì 8 Febbraio 2016, ore 21 al CineTeatro Baretti
Mercoledì 10 Febbraio 2016, ore 21 al Cecchi Point – Hub Multiculturale
Venerdì 12 Febbraio 2016, ore 21 al Centro Studi Sereno Regis – Sala Gabriella Poli
LIFE IS SACRED di Andreas M. Dalsgaard, (Danimarca/Irlanda/Norvegia/Colombia, 2014, 104'), anteprima piemontese.
Per decenni abbiamo sentito parlare della Colombia per i suoi signori della droga, guerriglieri, paramilitari e governanti corrotti. Ma il paese ha anche un altro volto, quello di chi lavora duramente e combatte per una vera democrazia, come Antanas Mockus, leader eccentrico e senza paura che usando mimi, matite, flashmob e costumi da supereroe, ha dichiarato guerra a ingiustizie e violenza. Del suo pacifico esercito di giovani seguaci fa parte Katherin, che però scoprirà che cambiare una società contaminata dall'illegalità è molto più difficile di quanto credesse. Un film che vuole aprire un dibattito su moralità e politica, non solo in Colombia. Festival internazionali: CPH:DOX, Miami, Human Rights Watch.

Il film verrà presentato da Sandro Bozzolo, regista, scrittore e Presidente dell'Associazione Geronimo Carbonò, che nel 2012 ha pubblicato Un sindaco fuori dal comune. La democrazia partecipativa esiste. Storia di Antanas Mockus, Supecittadino di Bogotà edito da EMI.

   
WE ARE JOURNALISTS

Lunedì 11 Gennaio 2016, ore 21 al CineTeatro Baretti
Mercoledì 13 Gennaio 2016, ore 21 al Cecchi Point – Hub Multiculturale
Venerdì 15 Gennaio 2016, ore 21 al Centro Studi Sereno Regis – Sala Gabriella Poli
WE ARE JOURNALISTS di Ahmad Jalali Farahani (Danimarca/Iran, 2014, 85'), anteprima piemontese.
Il sofferto percorso attraverso un decennio di lotta dei giornalisti iraniani per sopravvivere e lavorare sotto il governo di Ahmedinejad, oltre la speranza delusa della rivoluzione verde del 2009. Il regista è lui stesso un giornalista, in esilio dopo essere stato perseguitato e torturato dal regime. Il film rivela non solo le sue sofferenze personali in una instancabile lotta per la libertà di espressione, ma anche la situazione di tanti suoi colleghi: quelli che hanno perso lavoro e sostentamento in seguito alla chiusura dei loro giornali, e quelli che da un esilio forzato continuano a battersi per la libertà e democrazia nel loro paese. Festival internazionali: CPH:DOX, Thessaloniki Documentary Festival.

Queste proiezioni sono realizzate con la collaborazione dell'Associazione Stampa Subalpina. Saranno disponibili per la discussione in sala:

Lunedì 11 al CineTeatro Baretti: introdurrà il film Giorgio Levi, presidente del Centro studi sul giornalismo "Pestelli" e tesoriere dell'Ordine dei giornalisti del Piemonte

Mercoledì 13 al Cecchi Point: Stefano Tallia, giornalista Rai e Segretario dell'Associazione Stampa Subalpina

Venerdì 15 al Sereno Regis: Alessandra Comazzi, critica televisiva de La Stampa e presidente dell'Associazione Stampa Subalpina

   
GENTE DEI BAGNI

Giovedì 10 dicembre 2015, ore 21
GENTE DEI BAGNI
Italia • 2015 • 59' • Stefania Bona e Francesca Scalisi

In replica mercoledì 9 al Cecchi Point e venerdì 11 al Centro Studi Sereno Regis.

Mercoledì 9 Stefania Bona presenterà il film al Cecchi Point. Giovedì 10 al Baretti sarà presente Matteo Castellano, autore delle musiche del film, che ci regalerà una introduzione musicale dal vivo.

Un edificio di mattoni rossi, con una grande scritta al neon: BAGNI. Sono gli ultimi bagni municipali di Torino, un microcosmo di storie che s'incrociano in uno degli aspetti più intimi della vita di ognuno: la pulizia del proprio corpo. Luogo di incontri tra categorie sociali un tempo molto distinte, luogo di scontri in cui la povertà può prendere la forma della rabbia. Luogo prezioso, perché accanto alla povertà si manifesta anche la condivisione e l'ascolto.

 

Note di regia

Per noi è un'esigenza rappresentare l'attualità e raccontare storie che ci sono vicine. La scoperta dell'ultimo bagno pubblico di Torino, città dove una di noi due risiede, ci ha subito portato a identificarlo come luogo privilegiato per descrivere un mondo spesso invisibile e scomodo ma sempre più diffuso, quello della povertà e della crisi.
Era importante dare voce a questo particolare microcosmo, capace di riflettere il mondo esterno in un caleidoscopio di storie e di universi e di sovvertire gli stereotipi del mondo "al di fuori", sostituendo il concetto di Stato con quello di comunità.
In questa particolare dimensione dove culture diverse s'incontrano durante uno dei momenti più intimi e privati dell'uomo, la pulizia del proprio corpo, il lavarsi diviene metafora dell'atto del purificarsi dalle fatiche e dalle ingiustizie, permettendo alla "gente dei bagni" di riscoprirsi essere umani.

Stefania Bona e Francesca Scalisi

   
MEMORIE, IN VIAGGIO VERSO AUSCHTWIZ

Lunedì 9 novembre 2015, ore 21
MEMORIE, IN VIAGGIO VERSO AUSCHWITZ
Italia • 2014 • 76' • Danilo Monte
Sarà presente il regista in sala.

Si replica mercoledì 11 al Cecchi Point.

 

Roberto è appassionato di storia, in particolare del periodo della Seconda Guerra Mondiale. La sua vita è stata segnata dalla droga, dalla comunità e dal carcere, ma anche dai film e dalla lettura. Per il suo trentesimo compleanno, il fratello gli regala un viaggio lento, in treno, verso una meta diversa dai soliti percorsi turistici. Un viaggio verso Auschwitz, un cammino a ritroso per ritrovare le radici del loro legame.

Vincitore del premio Avanti al Torino Film Festival 2014 e il Premio miglior film a Lo spiraglio - Film Festival della salute mentale Roma 2015.

 

«Mio fratello è un grande appassionato di storia, in particolare di seconda guerra mondiale. Da qualche anno parliamo poco, mai in profondità. La sua vita? Droga, comunità, carcere, film e libri. Un giorno non resisto più e gli dico: "Per il tuo trentesimo compleanno ti porto ad Auschwitz. Sarà un viaggio lento, in treno, per ricominciare a parlare… e filmo tutto". In viaggio si ride, si urla e si piange, ma soprattutto si parla… e alla fine si arriva. Auschwitz diventa quindi la meta di un percorso a ritroso nel tempo, scandito da vecchie riprese di famiglia. Nel luogo dell'anti umanità riusciamo a toccare la nostra umanità più autentica e profonda». Danilo Monte

 

 

 

I film della prima stagione (2014/2015):

 

WALKING WITH RED RHINO

Lunedì 4 maggio 2015, ore 21, CineTeatro Baretti

WALKING WITH RED RHINO di Marilena Moretti

Saranno presenti in sala Marilena Moretti (autrice) e Davide Ferrario (produttore)

 

Artista rigoroso, filmmaker ostinato, intellettuale libero. Questo era Alberto Signetto, scomparso nel gennaio 2014. Per tutti il "Red Rhino" (da pronunciare assolutamente "Rino" alla piemontese)
Per tutta la vita ha dovuto fare i conti con la mancanza di risorse, la precarietà, le difficoltà di fare un cinema fuori dalle regole del mercato. Rivendicando orgogliosamente la sua coerenza. Fino alla fine lucido, ironico, non allineato.
Più che una biografia, è un ritratto affettuoso di un uomo libero, di un regista che avrebbe meritato maggiori riconoscimenti. La sua vicenda riguarda tutti coloro che fanno cinema (e arte) indipendente, senza tradire se stessi.

 

In replica mercoledì 6 maggio al Cecchi Point e venerdì 8 maggio al Centro Studi Sereno Regis.

   
SADA - Caffè arabo amaro

Lunedì 13 aprile 2015, ore 21, CineTeatro Baretti - ANTEPRIMA EUROPEA

SADA - Caffè arabo amaro di Akram Safadi

Sarà presente il regista in sala

 

In lingua originale con sottotitoli.
Dopo essere fuggito da Gaza, Ramzi, un giovane palestinese cieco, cerca lavoro a Ramallah come conduttore radiofonico ma è costretto a guadagnarsi da vivere vendendo caffè per strada. Suo fratello minore, Ahmad, cieco anch'esso, frequenta una scuola per bambini disabili. Arrivata l'estate, Ahmad vorrebbe raggiungere la sua famiglia a Gaza. I due fratelli iniziano quindi ad organizzare il viaggio di ritorno, possibile solo attraverso un convoglio della Croce Rossa. SADA è la storia di due fratelli ciechi che lottano con tutte le loro forze per trovare un posto nella vita palestinese di ogni giorno.

 

In replica mercoledì 15 aprile al Cecchi Point e venerdì 17 aprile al Centro Studi Sereno Regis.

   
THE AGE OF KOMMUNALKI

Lunedì 2 marzo 2015, ore 21, CineTeatro Baretti

THE AGE OF KOMMUNALKI di Francesco Crivaro e Elena Alexandrova

Saranno presenti i registi in sala

Evento organizzato in collaborazione con l'Associazione Culturale Russkij Mir di Torino

The age of kommunalki offre lo spunto per una riflessione sull'utopia dell'abitare collettivo nella storia dell'architettura sovietica.
Il lungometraggio, interamente girato a San Pietroburgo, è il risultato di un lavoro di ricerca durato circa due anni.
Il connubio tra lo sguardo di Elena Aleksandrova, architetto urbanista, che nella kommunalka ha trascorso l'infanzia, e quello di Francesco Crivaro, giovane film maker, ha prodotto un affresco vivido sulla quotidianità nata dal tentativo di messa in pratica dell'idea utopica di un collettivismo radicale.

San Pietroburgo è una delle città più visitate dai turisti di tutto il mondo. Dietro le splendide facciate da cartolina del centro, molto spesso realizzate da alcuni dei migliori architetti dell'epoca, si nasconde un mondo particolare, sconosciuto alla maggior parte dei visitatori: il mondo dei Kommunalki. Ancora oggi, a quasi 100 anni dalla rivoluzione di ottobre, molte persone di diversa estrazione sociale, provenienza, vivono tutte insieme occupando stanze all'interno di grandi appartamenti e condividendo spazi comuni come una cucina, un bagno e un corridoio. Gli abitanti di questi spazi sono gli stessi o i discendenti di coloro che hanno visto materializzarsi nella loro quotidianità l'utopia dell'abitare collettivo come mezzo per perseguire la felicità e riequilibrare le ingiustizie. Sarà questo il filo conduttore della serata, per una riflessione sull'utopia degli spazi collettivi, sul significato moderno di comunità, di relazioni umane, e sulla trasformazione sociale ed economica che sta investendo le città stesse. 

Maggiori informazioni e trailer: www.ageofkommunalki.com

   
IL VORTICE FUORI

Mercoledì 4 marzo 2015, ore 21, Cecchi Point

IL VORTICE FUORI di Giorgio Affanni e Andrea Grasselli

 

Il film parla del viaggio di conoscenza di un uomo solo ma non solitario e mostra come un uomo può vivere in modo ricco la sua vita senza i fronzoli della vita moderna, come un percorso di illuminazione può procedere lentamente ispirato degli esempi quotidiani della natura.
Claudio Beltramelli, un vegano, si occupa da solo della sua fattoria tradizionale e senza uso di macchinari in Valle Camonica (Brescia).
Per Claudio Coltivare è un atto che prevede un duro lavoro per le sue mani ma che lascia la sua mente libera di pensare al significato della sua vita. La sua ricerca ha origini nel bisogno di riavvicinarsi al suo vero essere, di riapproppriarsi delle sue radici culturali, di sfidare l'ipocrisia del vivere moderno.
Con la sua radicalità Claudio ci toglie le terra da sotto i piedi e ci dà lo possibilità di chiederci la domanda cruciale dell'umanità: "Dove stiamo andando?"

   
HOBOHEMIA

Venerdì 6 marzo 2015, ore 21, Sala Gabriella Poli del Centro Studi Sereno Regis

HOBOHEMIA di Geronimo Carbonò

Nel 1923, il ricercatore statunitense Nels Anderson si trasferì per un anno nel quartiere di "Hobohemia", a Chicago, per conoscere meglio la realtà sociale degli Hobo, popolo senza nazionalità né frontiere, prodotto della rapida espansione economica.

Novant'anni più tardi, tra i castagneti secolari delle Alpi Marittime italiane e la realtà urbana di una Andalusìa in crisi economica, tre viandanti si incontrano, tre storie si intrecciano, il tempo circolare della storia ritorna.

Hobohemia è la trasposizione per immagini di quella filosofia "Hobo" che è stata resa celebre dalle canzoni di Woody Guthrie e Bob Dylan, dai romanzi di Hemingway e dai movimenti hippie: è la figura del vagabondo con il fagotto sulle spalle, che salta su un treno e scrive poesie.

Prima di tutto ciò è esistito veramente un "popolo senza nazione", figlio di un determinato contesto storico, che tra il 1850 e il 1930 (soprattutto) ha occupato gli spazi lasciati vuoti dallo sfrenato sviluppo economico statunitense. Il popolo degli "Hobo", lavoratori migranti, poeti viaggiatori. Un sociologo di strada, Nels Anderson, scrisse nel 1923 "Il vagabondo – Sociologia dell'uomo senza fissa dimora", edito in Italia da Donzelli. Geronimo Carbonò ha provato a ricontestualizzare, nel 2013 e in Europa, quel libro e il sistema filosofico che esprime. "Hobohemia" racconta la storia di tre ragazzi in una sperduta valle cuneese, ma racconta soprattutto la crisi economica in Spagna, la chiusura della storica ferrovia Ceva-Ormea, i movimenti di occupazione immobiliare, lo stato di abbandono del patrimonio architettonico-artistico in Valle Mongia, la redistribuzione "dal basso" delle eccedenze alimentari, la passione senza tempo di chi si dedica alla cura di castagneti secolari.

I protagonisti sono Leonardo Lacarne (Kiki), Silvio Galliano, giovane e pluripremiato attore teatrale nella compagnia "Laboratorio Teatrale di Terzo Millennio" di Cengio (Sv), e Bogdan Oancea.
Colonna portante del film sono le musiche originali del maestro Pier Renzo Ponzo, che restituiscono l'anima del movimento Hobo.

Il film è stato girato tra la Tanaria, Granada e Bucarest in regime di totale autoproduzione.

   
LÀ SUTA

Lunedì 2 febbraio 2015, ore 21, CineTeatro Baretti

LÀ SUTA di Daniele Gaglianone, Cristina Monti, Paolo Rapalino

Saranno presenti i registi in sala

A Saluggia, piccolo comune agricolo a 40 Km da Torino, è conservato il 96% delle scorie radioattive prodotte dalla stagione nucleare italiana. L'area si trova a ridosso del fiume Dora Baltea, tra i principali affluenti del Po, delimitata da canali irrigui che portano l'acqua alle risaie del vercellese e attraversata dalla falda acquifera che alimenta l'acquedotto del Monferrato.

In questo triangolo d'acqua, a partire dal 1958, sono sorti un centro di ricerca nucleare, un reattore sperimentale ed un impianto di riprocessamento in cui si sono sviluppate - in ambito civile e militare - tecniche per recuperare uranio e plutonio dagli elementi di combustibile irraggiati. Sono così arrivate a Saluggia barre esaurite dalle centrali nucleari italiane (oltre alla vicina Trino Vercellese, anche Caorso, Latina e Garigliano) e da reattori di altre nazioni per essere sciolte e riprocessate all'interno del centro Eurex. Ancora oggi lì si trovano i residui liquidi del trattamento, le più pericolose tra le scorie, stoccati in serbatoi a pochi metri dal fiume. L'alluvione dell'autunno 2000 che causò l'esondazione della Dora Baltea e l'esondazione degli argini del canale Farini, portò a un allagamento dei siti nucleari del vercellese. Il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, all'epoca presidente ENEA, parlò di "catastrofe planetaria sfiorata".

Quattordici anni dopo e a quasi trent'anni dalla fine del nucleare in Italia, i rifiuti radioattivi sono ancora a Saluggia, dove si sta ultimando un nuovo deposito temporaneo di scorie il D2. Il Governo Italiano ha disatteso la legge 368 del 2003 che prevedeva, entro il dicembre 2008, la realizzazione di un Deposito Nazionale nel quale custodire in sicurezza i rifiuti radioattivi: non è ancora stato individuato alcun sito e la soluzione temporanea di Saluggia ha ormai assunto i connotati di un deposito permanente.

In replica mercoledì 4 febbraio al Cecchi Point e venerdì 6 febbraio al Centro Studi Sereno Regis.

Maggiori informazioni e trailer: www.lasuta.it

   
RIFIUTATI DALLA SORTE E DAGLI UOMINI

RIFIUTATI DALLA SORTE E DAGLI UOMINI di Vieri Brini e Emanuele Policante
1 dicembre 2014, ore 21, CineTeatro Baretti
3 dicembre 2014, ore 21, Cecchi Point
5 dicembre 2014, ore 21, Centro Studi Sereno Regis

 

Un lavoro di ricerca e di sintesi durato alcuni anni e partito molto in anticipo rispetto allo scoppio del fenomeno del gioco d'azzardo cresciuto in modo esponenziale con l'ingresso nel mercato delle cosiddette New Slot; gli autori, insieme ai rappresentati delle realtà attive sul territorio contro il gioco d'azzardo hanno accompagnato il film lunedì 1 dicembre al CineTeatro Baretti, mercoledì 3 dicembre al Cecchi Point e venerdì 5 dicembre alla Sala Gabriella Poli del Centro Studi Sereno Regis, sempre alle ore 21.

 

Guarda il trailer sul sito:

www.rifiutatidallasortedagliuomini.com

   
EL LUGAR DE LAS FRESAS

EL LUGAR DE LAS FRESAS di Maite Vitoria Daneris
3 novembre 2014, ore 21, CineTeatro Baretti
5 novembre 2014, ore 21, Cecchi Point
7 novembre 2014, ore 21, Centro Studi Sereno Regis

 

Questo film è stato realizzato tra il mercato di Porta Palazzo e San Mauro Torinese in un arco di tempo di sette anni; il documentario, presentato in anteprima all'ultimo TFF e in programma a Terra Madre 2014, racconta l'incontro tra un'anziana contadina piemontese e un giovane marocchino.
Con la presenza della regista in sala
.

 

Guarda il trailer sul sito:
www.ellugardelasfresas.com

   
OTTOPUNTI

OTTOPUNTI di Danilo Monte
6 ottobre 2014, ore 21 e 22.30, CineTeatro Baretti
8 ottobre 2014, ore 21, Cecchi Point
10 ottobre 2014, ore 21, Centro Studi Sereno Regis

 

Anteprima regionale.
OTTOPUNTI (2014, 55') è un documentario su Timothy Ormezzano, una delle tante vittime del G8 di Genova del 2001. Timothy, insieme al regista, 11 anni dopo quei tragici eventi torna a Genova per raccontare la sua vicenda, ma anche per raccontare la delusione di un'intera generazione.
Danilo Monte, Timothy e Gianpaolo Ormezzano hanno incontrato il pubblico nel corso delle serate.
Il G8 di Genova del 2001 – dichiara il Danilo Monte – rappresenta uno spartiacque generazionale importantissimo per i ventenni che ci andarono e non solo. Esiste un pre-Genova: la speranza per il cambiamento, e un post-Genova: la disillusione traumatica. La storia di Timothy dice questo ed è emblematica per il profondo senso di impotenza che rivela. Hanno represso con inaudita violenza la voglia di cambiamento di una generazione intera, e oggi più che mai dobbiamo fare i conti con questo trauma dimenticato che ancora ci fa male.

 

Guarda il teaser sul sito: www.danilomonte.com/ottopunti

 

 


 




     
Associazione Baretti - Via Baretti, 4 - 10125 Torino - P. IVA 08495900014
CineTeatro Baretti - Via Baretti, 4 - 10125 Torino - Tel/Fax 011 655187 - Created by Wic.it