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LE BEL INDIFFÉRENT
Jean Cocteau - Le Bel Indifférent
monologo
con Olivia Manescalchi e Giancarlo Judica Cordiglia
Marco Tutino - Le Bel Indifférent
monologo lirico
testo di Jean Cocteau
adattato da Pierluigi Pizzi e Marco Tutino
versione da camera per canto e due pianoforti
con Manuela Custer
e Giancarlo Judica Cordiglia
pianoforti Duo Casella (Simona Tosco, Laura Vattano)
regia di Davide Livermore
scene e costumi di Santi Centineo
assistente alla regia Valentina Arnello
Fondazione del Teatro Stabile di Torino-Teatro d’Europa
Opéra National et Orchestre National de Montpellier Languedoc - Roussillon
in collaborazione con Associazione Baretti

Le Bel Indifférent fu scritto da Jean Cocteau per Édith Piaf. Il testo fu rappresentato per la prima volta nel 1940 al Théâtre des Bouffes Parisiens. Marco Tutino ne ha tratto un monologo “lirico”, una scena drammatica per mezzosoprano e orchestra che è stata rappresentata in prima esecuzione assoluta al Macerata Opera Festival nel luglio del 2005. Il regista Davide Livermore, nell’ambito di una costante attività volta a riavvicinare teatro di parola e teatro musicale, mette in scena in un unico spettacolo entrambi i lavori: la pièce teatrale di Cocteau in italiano e l’opera di Tutino, in lingua originale, nella versione da camera per canto e due pianoforti.
Per Marco Tutino: «Le Bel Indifférent è un monologo drammatico, in cui tutta la tensione ricade sulle spalle della protagonista che - sola - si relaziona, in realtà, con una misteriosa figura presente in scena, ma muta. La musica segue i momenti psicologici della donna e si pone al servizio del teatro, pensando a ciò che deve raccontare, a ciò che accade sulla scena. Per quel che mi riguarda, sono ormai un compositore di teatro, e questa opera mi sembra un ulteriore, significativo, passo in avanti in un percorso che si è già strutturato in dieci opere composte. È una tappa importante, anche perché la forma del monologo, ovvero del personaggio che dialoga con se stesso, è estremamente affascinante. Siamo partiti dal testo di Jean Cocteau, di cui abbiamo rispettato la lingua e la struttura, operando solo alcuni tagli. E sarà, spero, interessante per il pubblico fare un confronto tra le due versioni, vedere cioè quale sia il lavoro di sintesi che un compositore deve operare affrontando un testo. Il risultato finale, comunque, è assolutamente fedele all’originale…
Quel che mi preme sottolineare, adesso, è che Torino stia sempre più diventando un laboratorio per sperimentare “sinergie” - parola brutta per indicare un incontro, in questo caso felice -, tra musica e prosa. Tra Walter Le Moli e me c’è la passione condivisa di spostare i nostri ambiti, di “invadere” e mettere insieme esperienze differenti e linguaggi diversi. Teatro, musica, melodramma sono nati dall’unione dei generi e non dalla separazione degli stessi. Questo nostro “tornare alle origini” delle arti non è frutto di una visione arcadica e nostalgica, ma anzi serve proprio a trovare nuove energie che possano stimolare una rinnovata creatività».
Per il regista Davide Livermore: «Le Bel Indifférent rappresenta la maledizione dell’attaccamento in amore. La protagonista è una sorta di Donna Elvira del nostro tempo che vive le istanze e le paure di una donna incapace di far dipendere la propria felicità da se stessa. L’attaccamento verso l’oggetto amato crea in questo caso un caleidoscopio emozionale che ha tutte le tinte della passione e della nevrosi.
E se da un lato la cantante dovrà dare una grande prova delle sue capacità attoriali, confrontandosi con la vicinanza del pubblico e con la quarta parete così rara nell’opera, allo stesso modo l’attrice, per sostenere la vastissima gamma di affetti e contrasti emotivi suggeriti dal testo, dovrà fare un utilizzo altamente virtuosistico della sua vocalità».

Le bel indifferent ha debuttato in PRIMA NAZIONALE
Alle Limone Fonderie Teatrali di Moncalieri
Il 13 giugno 2006
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