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DUE ATTI UNICI
DOMANDA DI MATRIMONIO – Scherzo in un atto (1888) LE NOZZE – Scena in un atto (1889)
di Anton Čechov
con Sara Cianfriglia, Enrico Dusio, Gianluca Gambino, Paolo Giangrasso, Fabio Marchisio, Emiliano Masala, Sax Nicosia, Cecilia Salvini, Valentina Virando
adattamento di Camilla Corsellini, Emiliano Poddi, Carlo Roncaglia
musiche originali: Enrico De Lotto
scene e costumi: Carola Fenocchio
regia di Carlo Roncaglia
produzione Accademia dei Folli in collaborazione con Sistema Teatro Torino e Associazione Baretti
PRIMA NAZIONALE

La freschezza e la comicità di questi due atti unici non devono ingannare lo spettatore: Cechov è sempre stato, anche nei suoi drammi più cupi, venato di quell’ironia tagliente che sottende alla drammaticità di un mondo in decomposizione, ed è forse proprio questa sua lucida consapevolezza che rende ancora attuali le sue opere. La “Domanda di matrimonio” e “Le nozze”, legati dall’evidente correlazione sono sì due esempi di quel “vaudeville” cechoviano, ricco di spunti comici, scattante e nervoso, ma sono anche scene che si affacciano sul baratro dell’incertezza, della decadenza, del vuoto.
I personaggi sembrano muoversi sulla sottile ed affilata lama di un rasoio, privi di quell’identità così difficile da trovare in quegli angusti passaggi di tempo, in quella terra di nessuno che sta a cavallo di due epoche. E non è proprio questa sensazione di precarietà, di non-appartenenza, di instabilità, una delle caratteristiche della nostra epoca? Le mutazioni (economiche, politiche, sociali) hanno assunto ritmi così vorticosi che si vive in un continuo stato di cambiamento con la conseguente perdita della coscienza di sé e del proprio tempo.
<< Cechov conobbe Olga nel 1898, ma la sposò in un altro secolo, nel 1901, e a patto che in chiesa non ci fossero che i testimoni. E il prete, naturalmente.
Dato che i due atti unici sul matrimonio li aveva scritti già da un pezzo, possiamo essere certi che sapeva bene cosa gli stesse capitando, dentro quella chiesa. Poi Cechov è Cechov, e i due atti sono molto di più che una critica all'istituto matrimoniale.
Tra i personaggi c'è un greco che ha la "nostalgia", nel senso più etimologico possibile, in Grecia lui ci vuole tornare perché “lì c'è tutto, è in Russia che non c’è niente. E c'è un generale di marina, pardon, capitano in seconda, che impartisce a tutti gli invitati i suoi ordini di manovra, ma ordini urgenti, da eseguire all'istante, come se in realtà ci si trovasse non a un pranzo di nozze ma da qualche altra parte, e dietro di noi, lontano, stesse montando una tempesta, e per un attimo il vento si calma, e poi all'improvviso si alza, e il legno inizia a scricchiolare... >>
Emiliano Poddi – Camilla Borsellini

Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Baretti il 15 Febbraio 2005
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