|
|
 |
27-28 maggio 2010, ore 21.00
Ultime rondini
Lettura drammatica di Corrado Rollin
Con Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci e Diego Mingolla
Associazione Baretti
Gli appassionati di Hitchcock ricorderanno un suo vecchio film del 1942, Sabotatori, in cui un fuggitivo ammanettato trova rifugio in una villa dove vive un tranquillo musicista cieco che lo accoglie con grande gentilezza. Sedendosi al piano, gli confessa: «Lei non sa di quale conforto possa essere la musica. Io suono il pianoforte. A dire il vero sono un mediocre compositore, ma, vivendo da solo, nessuno mi critica, quindi posso far credere a me stesso di essere un compositore eccellente. Il pianoforte è un amico per me; è l'unico a non sapere che io sono cieco, quindi la cosa non lo imbarazza e non si sente in dovere di essere gentile con me e questo per me è un enorme sollievo. Anche Delius, il compositore inglese, era cieco, ma questa è l'unica cosa che abbiamo in comune...». E' molto probabile che quasi tutti gli spettatori del mondo si siano chiesti di chi mai stesse parlando...
Nel panorama musicale italiano il caso di Frederick Delius (1862-1934) è particolarmente curioso. Con la sola eccezione del Teatro Lirico di Cagliari, che nel 2002 ha messo in scena con successo A Village Romeo and Juliet, i cartelloni operistici e delle associazioni concertistiche lo ignorano completamente. Per non pochi musicisti è solo un nome a piè di pagina in qualche storia della musica, ma se si guardano la sua bibliografia critica e la sua discografia si rimane stupefatti.
Sono molte decine le registrazioni delle sue musiche pubblicate in cd: tutta la sua opera per orchestra e i concerti, tutta la musica da camera, cinque delle sue opere liriche (una anche in film-opera), tutti i Lieder, i brani per coro a cappella, le composizioni sinfonico-corali... Nel 1968 Ken Russell ha girato su di lui un bel film per la Bbc, Song of Summer.
Delius trascorse gli ultimi anni della sua vita su una sedia a rotelle, cieco e paralizzato per i postumi di una sifilide contratta in gioventù. Viveva con la moglie pittrice in una villa con un grande giardino a Grez-sur-Loing, nei pressi di Fontainebleau, e aveva interrotto del tutto l'attività compositiva.
Nel 1928 Eric Fenby, un giovane e dotatissimo compositore inglese anch'egli originario dello Yorkshire, dopo aver ascoltato alla radio il suo poema sinfonico On Hearing the First Cuckoo in Spring e aver letto la sua biografia sui giornali, si offrì come amanuense al compositore infermo che, inaspettatamente, lo invitò subito a Grez. Fenby non era mai stato all'estero: questo viaggio fu per lui una vera iniziazione alla vita.
Non potevano esserci due personaggi più diversi: Fenby ventiduenne, Delius di quarant'anni più vecchio; uno cattolico praticante, l'altro ateo convinto e seguace di Nietzsche; uno timido, l'altro, benché bloccato sulla sua sedia, estroverso e umorale, reduce da una giovinezza di bohème nella Parigi della Belle Époque. La collaborazione e la convivenza furono all'inizio molto difficili: Delius doveva dettare nota per nota tutte le sue partiture (per grande organico, spesso con solisti e coro) canticchiandole al povero Fenby che ben presto cominciò a perdersi d'animo. La sua forza di volontà, le insistenze della moglie del compositore e l'enorme slancio creativo ancora vivo in Delius poco per volta generarono un rapporto conflittuale ma straordinario che permise il completamento di nove opere, tra cui Songs of Farewell e Irmelin Prelude.
Delius morì sei anni dopo nelle braccia di Fenby, che da allora rinunciò alla propria creatività per dedicare tutta la sua vita (è morto nel 1997) all'edizione critica e alla diffusione delle opere di Delius, senza mai lamentarsi di aver quasi annichilito la propria individualità per mettersi al servizio di quello che considerava uno dei grandi maestri del Novecento musicale.
La storia di Fenby e Delius somiglia in qualche modo a Finale di partita di Samuel Beckett, ma è un esempio di amore per la musica e di superamento delle debolezze del corpo riscattate dalla forza della creazione artistica. Una grande amicizia fra opposti, che è anche una grande storia sonora.
Corrado Rollin è l'unico membro italiano della Delius Society, l'associazione che riunisce musicologi, musicisti e anche semplici appassionati e promuove le ricerche, l'edizione delle partiture, le esecuzioni e le registrazioni, oltre a curare un archivio e la pubblicazione di una rivista. Ultime rondini (che è anche il titolo del tempo lento del Quartetto per archi di Delius) ricostruisce questa vicenda nella forma di un radiodramma. Oltre alle voci dei due protagonisti, Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci, gli interventi di Diego Mingolla permetteranno al pubblico di scoprire un grande autore del Novecento musicale, un compositore dal linguaggio immediatamente riconoscibile, che ha saputo cantare con estrema dolcezza, straordinario coraggio e laica rassegnazione quella Natura che lo aveva piegato nel corpo, ma che gli aveva anche lasciato uno spirito che non si è arreso mai.
Ingresso
Per gli spettacoli teatrali: Interi 8,00 € - Ridotti (over 60, under 25) 6,00 €. Abbonamento a 4 spettacoli 20,00 €
Per la rassegna Ombre sonore: biglietto unico 6,00 €. Abbonamento ai 6 appuntamenti: 30,00 €
Per il film The wall: Interi 4,00 €; ridotti 3,00 €. Le 24 ore sono ad ingresso gratuito. Il Baretti aderisce all'iniziativa promossa dalla Città di Torino che favorisce l'ingresso ad un prezzo speciale per i possessori del carnet PASS 60.
Prenotazioni
Si accettano prenotazioni via e-mail (info@cineteatrobaretti.it)
e telefoniche (tel. 011 655 187).
I biglietti prenotati possono essere ritirati la sera della rappresentazione
fino a 15 minuti prima dell’orario di inizio.
Dopo tale termine la prenotazione non sarà più considerata valida.
|
OUTING - AZIONI DI LIBERO PENSIERO è realizzata |
| |
CON IL SOSTEGNO DI:
Compagnia di San Paolo - edizione 2009 Bando Arti Sceniche in Compagnia
CON IL CONTRIBUTO DI:
Città di Torino, Regione Piemonte, Fondazione CRT, Sistema Teatro Torino
CON IL PATROCINIO DI:
Circoscrizione 8
CON LA COLLABORAZIONE DI:
Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Teatro Regionale Alessandrino,
Portici Mozart Box, Associazione Concertante, Radio Flash,
Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini, Confcooperative,
Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario,
Molecular Biotechnology Center
Il Teatro Baretti è parte del Circuito dei Teatri Possibili
|
|