18 – Lunedì 11 maggio 2020

Emma e Lucia

(Donizetti, Lucia di Lammermoor, «Verranno a te sull'aure»)

Gustave Flaubert non era un appassionato di musica, ma era un grande romanziere e per descrivere una scena ambientata in un teatro d’opera prese accurate informazioni. Ne venne fuori uno dei più importanti episodi di Madame Bovary, quando la sua eroina va a Rouen per svagarsi, assistendo a una rappresentazione della Lucia di Lammermoor di Donizetti. Leggere queste pagine è come vedere una rappresentazione d’opera in televisione, quando la telecamera impietosa mostra in primo piano le smorfie che i cantanti fanno nei passi più difficili. L’opera e l’amore sono cose che possono andare al di là dei piccoli difetti, quelli che si vedono se si guarda molto da vicino. Ma bisogna proprio guardare da vicino? Non è meglio l’illusione? Non è meglio il personaggio dell’attore?

Lucia di Lammermoor, tratta da un romanzo di Walter Scott, andò in scena per la prima volta al San Carlo di Napoli nel 1835. Uno dei brani più famosi è il duetto “Verranno a te sull’aure”. La dichiarazione d’amore dei due amanti ha tutto quel che serve per accendere un’immaginazione romantica.

Lo sentiamo interpretato da Anna Netrebko e Piotr Beczala al Metropolitan di New York nel 2009. La regia è di Mary Zimmerman, dirige Marco Armiliato.

Viva l’opera, viva il Teatro, viva il Baretti.

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