36 – Lunedì 22 giugno 2020

Le babbucce del bramino

(Delibes, Lakmé, «Dôme épais»)

L’esotismo è un tema ricorrente nella cultura occidentale fin dal Settecento, ma con l’espansione dell’impero inglese nella seconda metà dell’Ottocento i romanzi ambientati in India e in Malesia si erano moltiplicati. Anche il pubblico dei teatri aveva avuto modo di ascoltare tante opere ambientate in Africa o nel lontano Oriente. In libreria si trovava la prosa di Pierre Loti, un ufficiale di marina che aveva girato il mondo e amava descrivere civiltà in qualche modo agonizzanti sotto la pressione dell’Occidente conquistatore. Nel 1880 Léo Delibes aveva già composto due balletti di successo, Coppélia e Sylvia. Gli suggerirono di scrivere un’opera ispirandosi al romanzo appena uscito di Pierre Loti. Delibes ne fu entusiasta e così, il 14 aprile 1883, nacque Lakmé, ma viene ambientata in India e non in Polinesia. Perchè? Tutta colpa de Le babbucce del bramino. La storia ve la racconta Corrado nel video. Il duetto tra la giovane sacerdotessa Lakmé e la sua devota schiava Mallika è uno dei brani operistici più celebrati di tutto il repertorio francese.

Lo ascoltiamo cantato dal soprano Emma Matthews e dal mezzosoprano Dominica Matthews in un allestimento dell’Opera di Sydney del 2011 con la regia di Roger Hodgman. Il bramino Nilakantha è il basso Stephen Bennett. Dirige Emmanuel Joel-Hornak.

Viva l’opera, viva il Teatro, viva il Baretti.

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