08 – Venerdì 17 aprile 2020

Tagliati per la parte

(Händel, Rinaldo, «Venti, turbini»)

I divi del cinema sono strapagati, per non parlare dei calciatori. Ma, facendo le debite proporzioni, forse il record assoluto spetta ad una categoria molto particolare dei cantanti d’opera: i castrati. Pratica illegale, oggi come nel Settecento. Ma anche allora, come suol dirsi, eravamo in Italia, e in qualche modo si riusciva a fare. L’operazione veniva effettuata prima che avvenisse la muta della voce per cui il ragazzo crescendo manteneva il timbro e l’estensione di un bambino ma con una straordinaria potenza. Un risultato musicalmente strepitoso. Oggi per dei cantanti “normali” eseguire quelle musiche è di un’estrema difficoltà. Sentiamoci “Venti, turbini, prestate”, un’aria piena di swing per castrato dal Rinaldo di Georg Friedrich Händel scritta nel 1711. Con Le Concert d’Astrée diretto da Emmanuelle Haïm canta il bravissimo controtenore francese Philippe Jaroussky. È uno dei migliori interpreti in circolazione. Gli hanno addirittura dedicato un asteroide…

È un concerto dal vivo, quindi niente trucchi elettronici. Il fagottista fa fatica a stargli dietro e, ovviamente, Philippe è ancora tutto intero.

Viva l’opera, viva il Teatro, viva il Baretti.

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