Sabato 25 settembre, ore 18 e 21
Domenica 26 settembre, ore 18
Domenica 26 settembre, ore 21, in v.o. con sottotitoli

FALLING – STORIA DI UN PADRE

un film di Viggo Mortensen

Willis, uomo di altri tempi, è costretto a lasciare la fattoria dove vive per trasferirsi a casa di suo figlio John che vive con il suo compagno Eric e la loro figlia Mónica in California, lontano dalla tradizionale vita rurale a cui Willis è abituato. Ma si sa, il ritorno alla convivenza tra genitori e figli può essere complicato. Spesso l’irruento carattere di Willis si scontrerà con la vita di John, ma i momenti di confronto tra padre e figlio risolvono anni di incomprensioni e riaccendono il calore di un rapporto per troppo tempo intiepidito.

Bigliettiintero 5,00€
ridotto €4,00 (over 65, under 25, aiace)
Durata112'
GenereDrammatico
RegiaViggo Mortensen
CastLance Henriksen, Viggo Mortensen, Terry Chen, Sverrir Gudnason, Hannah Gross
Anno2021
NazioneUSA
ProduzionePerceval Pictures, Baral Waley Productions, Scythia Films, Zephyr Films
DistribuzioneBIM Distribuzione
Data di uscita26 agosto 2021

Esistono pochi rapporti fondamentali e complessi come quello tra un genitore e un figlio e pochi eventi tanto destabilizzanti quanto la perdita di un genitore, quando le catene che ti tengono legato alla terra vengono spezzate. È stato in questo riflessivo momento di cambiamento esistenziale che il poliedrico attore, artista, editore e poeta Viggo Mortensen ha iniziato a scrivere la storia che sarebbe poi diventata la sceneggiatura della sua prima regia cinematografica.

Benché non sia un racconto totalmente autobiografico, parlare con Mortensen di FALLING offre uno sguardo atipico e rivelatore di un momento singolare nella vita dell’artista: “L’idea di FALLING mi è venuta in mente in aereo mentre attraversavo l’Atlantico dopo il funerale di mia madre. Non riuscivo a dormire, la mia mente era invasa da echi e immagini di lei e della nostra famiglia in diverse fasi delle nostre vite insieme. Sentendo il bisogno di descriverli, iniziai ad annotare una serie di incidenti e di frammenti di dialogo della mia infanzia che ricordavo. Più scrivevo di mia madre, più pensavo a mio padre. Ad ogni modo, al momento dell’atterraggio le impressioni che mi ero appuntato si erano evolute in un racconto fatto essenzialmente di conversazioni e di momenti che in realtà non erano mai avvenuti, di battute parallele e divergenti che in qualche modo suonavano giuste e che ampliavano la mia prospettiva dei ricordi reali della nostra famiglia che avevo costruito. L’impressione era che quelle sequenze inventate mi permettessero di avvicinarmi alla verità dei mei sentimenti nei confronti di mia madre e di mio padre più di quanto mi avrebbe consentito di fare una semplice enumerazione lineare di specifici ricordi. E così mi sono ritrovato con la storia di un padre e di un figlio intitolata FALLING, che parla di una famiglia di fantasia che ha alcuni tratti in comune con la mia. Sul mio taccuino avevo l’ossatura di base di quella che alla fine sarebbe diventata l’attuale sceneggiatura”.

“Qualche giorno dopo, ripresi in mano quello che avevo scritto durante quel volo notturno, per niente convinto che vi avrei trovato dei validi spunti. Quando rilessi la storia, tuttavia, trovai che scorresse piuttosto bene. Le sequenze temporali e la struttura dei flashback che avrei eventualmente usato nella sceneggiatura erano già abbozzati e sentivo fortemente l’aspetto visivo, riuscivo a “vedere” la storia. ‘Questo potrebbe essere un film…’, pensai”.

Non sorprende che un artista che ha già esplorato così tanti mezzi espressivi prima o poi provi interesse per la scrittura e la regia di un suo lungometraggio cinematografico. Da attore, Mortensen ha avuto l’opportunità di lavorare con alcuni dei più grandi registi del mondo –Jane Campion, Peter Jackson, David Oelhoffen, Matt Ross, Peter Weir, oltre al suo caro amico e frequente collaboratore David Cronenberg – e ha sfruttato il tempo trascorso sui set per studiare.

“Sono stato fortunato”, ammette. “Ho imparato da registi davvero bravi e ho cercato di fare tesoro di quelle lezioni per preparare le riprese e comunicare in modo efficace con gli attori e la troupe. Sono sempre stato un attore molto ficcanaso, per così dire. Mi ha sempre interessato sapere che tipo di obiettivo veniva preferito, perché e come una determinata scena veniva illuminata in un dato modo, per quale motivo veniva scelto un certo cappotto o abito. Mi è sempre piaciuto l’aspetto collaborativo del fare cinema, l’opportunità di assistere e partecipare pienamente al processo di narrazione di una storia. Se un film funziona, funziona solo nella misura del compromesso che ciascuno fa, del sacrificio condiviso che un gruppo di persone creative è disposto a compiere. Penso che i migliori registi comprendano a fondo che da soli non sono un film, che un film è il culmine dei contributi di molte persone che hanno intrattenuto un dialogo attivo tra loro per un lungo periodo di tempo.”

Quasi quattro anni dopo aver completato la prima bozza della sceneggiatura di FALLING – e dopo un paio di tentativi frustrati di trovare i fondi necessari per realizzare il film – l’occasione di poter finalmente passare dietro alla macchina da presa e iniziare tutto il processo si presenta quando incontra il produttore canadese di Toronto Daniel Bekerman di Scythia Films, che ha fatto parte della squadra che ha realizzato l’acclamato film The Witch – Vuoi ascoltare una favola?, e il produttore inglese Chris Curling di Zephyr Films, che vanta al suo attivo La casa dei libri di Isabel Coixet e di The Last Station di Michael Hoffman. Mortensen aveva già lavorato in produzioni canadesi in passato, in particolare per i film di David Cronenberg, e aveva stabilito una serie di rapporti con troupe basate a Toronto che è ansioso di riallacciare e coltivare, dunque la decisione di effettuare le riprese nell’Ontario non ha comportato alcuna difficoltà. Una volta messa insieme la squadra inizia un lungo periodo di attenta preparazione che comprende molti mesi di sopralluoghi e riprese di paesaggi prima del pianificato set invernale. Questa fase viene portata a termine durante l’estate e l’autunno nel corso di ripetuti viaggi insieme alla scenografa Carol Spier e al direttore della fotografia Marcel Zyskind nelle zone rurali in cui la storia è ambientata.

“Come attore, Viggo è famoso per l’accuratezza della sua preparazione e l’attenzione al dettaglio che regala a ciascun ruolo che interpreta”, commenta il produttore Chris Curling. “La stessa cura per i particolari è visibile in ogni tipo di lavoro che svolge, nella recitazione, nella scrittura, nella pittura, nella fotografia, nella pubblicazione. Applica lo stesso rigore al suo lavoro di regista: lo abbiamo riscontrato sin dall’inizio nel suo approccio alla regia di FALLING. Sono assolutamente convinto che il suo impegno riguardo a ogni particolare della recitazione, dell’immagine e del suono, unitamente alla sua profonda cura per far sì che ciascun elemento contribuisca all’insieme creativo, siano quello che rende FALLING un film notevole.”

L’ingresso in sala è fatto nel pieno rispetto delle normative anti-covid19.
In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti l’accesso alle attività culturali, al chiuso o all’aperto, è consentito ai maggiori di 12 anni solo attraverso la presentazione della Certificazione verde COVID-19 (Green Pass).

Consigliamo l’acquisto dei biglietti online in modo da avere la sicurezza del posto e il tracciamento dei dati. Sarà comunque possibile acquistare i biglietti in cassa, con apertura della biglietteria mezz’ora prima dell’inizio dell’evento.

È prevista la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso. Sarà necessario sanificare le mani con apposito gel igienizzante e indossare la mascherina chirurgica (o superiore) anche durante lo spettacolo. Coloro che non hanno acquistato il biglietto online dovranno lasciare alla casa il proprio nome, cognome e numero di telefono. Se queste norme non vengono rispettate o se la temperatura corporea è superiore ai 37,5°C non sarà possibile l’ingresso in sala.

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