5, 6 novembre 2020 – ore 20

OPEN

La mia storia

di Andre Agassi
traduzione di Giuliana Lupi

lettura scenica di Invisibile Kollettivo: Nicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone/Debora Zuin, Elena Russo Arman

luci: Matteo Crespi

Produzione Invisibile Kollettivo

«Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l’essenza della mia vita…».

Il libro della star del tennis Andre Agassi, pubblicato nel 2009, non è «semplicemente» l’autobiografia di un campione, ma un vero e proprio romanzo di formazione di grandissima profondità, “uno dei più appassionati libri contro lo sport che siano mai stati scritti da un atleta”.
Dopo “L’Avversario” di Emmanuel Carrère, Invisibile Kollettivo, nel più assoluto rispetto del testo, torna a scandagliare un percorso di formazione identitaria faticoso e avvincente, e cerca di illuminare piste sorprendenti e inattese che hanno portato Andre Agassi a trovarsi e a riconoscersi attraverso un processo di abbandono delle maschere a lui attribuite, prima dalla famiglia, poi dai fans e dallo star system, che hanno fatto di lui un’icona degli anni ‘90. Un padre ossessivo e brutale che lo vuole numero uno al mondo, allenamenti disumani contro il “drago sputapalle”, una carriera lunga vent’anni e mille match, imprese memorabili, parabole discendenti. La favola contemporanea di un bambino che ha fatto della sua vita l’incarnazione del sogno americano.

Invisibile Kollettivo nasce nel 2017 dal “reincontro” tra Elena Russo Arman, Franca Penone, Alessandro Mor, Lorenzo Fontana e Nicola Bortolotti.

Formatisi come attori negli stessi anni (tra il ‘91 e il ‘95), chi allo Stabile di Torino, chi al Piccolo Teatro di Milano, dopo aver incrociato i loro percorsi individuali con maestri indiscussi delle scene (da Ronconi a Strehler, da Stein a Cobelli, da De Capitani e Bruni, da Lavia a Mauri e a Martone, per citarne alcuni) e aver avuto esperienze anche nell’ambito della regia, alla soglia dei cinquanta, decidono di mettersi insieme attratti dalla possibilità di realizzare in teatro romanzi, o comunque testi che non nascono direttamente per la scena, in spettacoli basati sulla centralità degli attori e animati da una piccola utopia: la ricerca di democrazia nello spazio meno democratico del mondo, il palcoscenico.

Nasce, così, un dittico sul tema dellidentità formato dalle letture sceniche dei romanzi “LAvversario” di Emmanuel Carrère e “Open” di Andre Agassi, spettacoli entrambi prodotti dal Teatro dell’Elfo.
La definizione “lettura scenica”, lungi dal riferirsi a una resa improntata alla staticità, vuole indicare un lavoro che rinuncia sia alla mediazione di una “lettura registica” sia al ricorso ad un adattamento drammaturgico dei testi, puntando a rendere tridimensionale la parola scritta solo attraverso i corpi e le interpretazioni degli attori; in quest’ottica diventa fondamentale la presenza fisica dell’oggetto-libro in scena, vera e propria “maschera” posta tra l’opera letteraria e il lavoro attoriale.

Ha scritto Renato Palazzi a proposito de “L’Avversario”: «Ricostruendo episodi rivelatori della vicenda, indossando per pochi istanti elementi di costume, affiggendo foto alla parete di fondo, manovrando embrionali pupazzi, dando corpo a entità reali, e insieme citandole e commentandole […], Invisibile Kollettivo ricorre a un meccanismo teatrale che si crea e si annulla di momento in momento col procedere dei fatti, realizzando una sorta di spoliazione dell’apparato spettacolare che non attenua l’intensità della performance, anzi ne acuisce sottilmente la tensione.»

Invisibile Kollettivo

Nicola Bortolotti, si diploma attore nel 1995 alla Scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi, che lo dirige, poi, in Verso Peer Gynt, I fratelli Karamazov, Il Candelaio. Lavora, tra gli altri, con Giancarlo Cobelli (Re Giovanni di Shakespeare, Aspettando Godot di Beckett), Glauco Mauri (Il bugiardo di Goldoni), Mauro Avogadro (Lo stilita, Tre De Musset), Claudio Longhi (La resistibile ascesa di Arturo Ui, Il ratto dEuropa, La classe operaia va in Paradiso), Mario Perrotta (Il misantropo), Daniele Salvo (Onegin, Re Lear), Rosario Tedesco (I fisici, Il Vicario, Destinatario Sconosciuto), Francesco Frongia (Le piccole storie), Lorenzo Fontana (Les escaliers du Sacré-Coeur, Le mammole). Come regista dirige Limperatore Jones di O’Neill e, con Lorenzo Fontana, Oblomov da Goncarov, di cui è anche interprete. Dal 2016 è docente di recitazione e analisi del testo presso la Scuola di Teatro “Iolanda Gazzero” di ERT Fondazione. Lorenzo Fontana, si forma come attore al Teatro Stabile di Torino sotto la guida di Luca Ronconi. Debutta con Franco Branciaroli, e lavora poi, tra gli altri, con Mauro Avogadro, Armando Pugliese, Luca Ronconi, Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, Davide Livermore. Dal 1996 è anche regista con, tra gli altri, La regina degli elfi e Sport di Jelinek, Le mammole di Bouchard, Les escaliers du sacré-coeur di Copi, con cui è candidato al Premio Ubu 2007. Recita, in Italia e in Francia, in Servizio di pulizia o corpo sociale e Still Live, ideati da Claudia Hamm, co-prodotti con Festival delle Colline Torinesi e Theatre Durance di Chateau Arnoux. Nel 2016 debutta con il suo testo Il lamento, ovvero le lacrime, di Monica Bacio al Festival delle Colline Torinesi, per il Teatro dell’Elfo è Tisbe nel Sogno di una notte di mezza estate, regia di De Capitani e Edith in The juniper tree, diretto da Elena Russo Arman.

Alessandro Mor, si diploma nel 1993 alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Giorgio Strehler e partecipa, poi, a diversi spettacoli da lui diretti tra cui Faust, I giganti della montagna, Lisola degli schiavi. Prosegue il suo percorso di attore con Marco Baliani, Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, Claudio Collovà, Mario Perrotta. Come attore e danzatore, fa parte della Compagnia Almatanz di Adriana Borriello negli spettacoli: Tammorra, Kyrie, Animarrovescio, Chi è devoto (presentato alla Biennale Danza di Venezia). Con Anna Dego è autore e interprete di Nododiamante, Ostinato (RomaEuropaDanza, 2004) e Indoor; con Alessandro Quattro realizza Bruto da Shakespeare e Giuliano – Storia di un assassinio involontario da Flaubert, prodotto dal CTB di Brescia. Per il CTB è in Evolution regia di Cabra e ne I due gentiluomini di Verona regia di Sangati, all’Elfo partecipa a Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte regia di Bruni e De Capitani.

Franca Penone, si diploma alla Scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi e debutta nel 1993 ne I sei personaggi in cerca dautore di Pirandello, regia di M. Missiroli. Viene poi diretta da Luca Ronconi in spettacoli come Verso Peer Gynt, Memorie di una cameriera, Il Sogno, Lolita, I due gemelli veneziani, Prometeo Incatenato, Baccanti, Rane, Pornografia; da Claudio Longhi ne La Peste, La folle giornata o il matrimonio di Figaro, La classe operaia va in Paradiso; da Walter Le Moli in Antigone e Gli incostanti. Nel 2009 recita sotto la direzione di Peter Stein ne I Demoni (Premio Ubu – Migliore Spettacolo dell’anno), poi nelle Operette Morali diretto da Martone e ne La gatta sul tetto che scotta, regia di Arturo Cirillo. Nel 2019 è protagonista per il CTB ne La Storia di Elsa Morante, regia di Cabra. È docente di recitazione presso la Scuola di Teatro “Iolanda Gazzero” di ERT Fondazione.

Elena Russo Arman, si diploma alla Scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi, che la dirige ne Laffare Makropulos e in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda. Nel 1999 vince il Premio Eleonora Duse come migliore attrice emergente dell’anno, assegnatole da Mariangela Melato. Dal 1994 (Roberto Zucco di Koltès) collabora con il Teatro dell’Elfo e nel 2002 diventa socia della compagnia. Con Elio De Capitani e Ferdinando Bruni recita, tra gli altri, in Harper Regan di Stephens, Alice Underground di Bruni e Frongia, Improvvisamente lestate scorsa, La discesa di Orfeo e Lo zoo di vetro di Williams; Le amare lacrime di Petra von Kant, I Rifiuti, la città e la morte e Come gocce su pietre roventi di Fassbinder; Libri da ardere di Nothomb (regia di Crippa), Blasted di Kane, Angels in America di Kushner. Si dedica anche alla regia e realizza diverse produzioni del Teatro dell’Elfo, di cui firma anche scene e costumi. Tra queste, Dove sei, o musa da Shakespeare, La mia vita era un fucile carico (being Emily Dickinson), La palestra della felicità, The Juniper Tree dai Fratelli Grimm. Al cinema è Lea nel film Tra cinque minuti in scena di Laura Chiossone.

Baretti

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