17-18-19 marzo 2021
anteprima nazionale

 

UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

di Tennessee Williams

con Olivia Manescalchi, Giulio Cavallini, Riccardo Livermore, Federica Dordei

regia Giulio Cavallini

ASSOCIAZIONE BARETTI

Un classico teatrale di questa portata non ha bisogno di una presentazione e rappresenta sicuramente una sfida “pericolosa”. La scelta non è dettata dalla volontà di misurarsi con i giganti del passato quanto dal desiderio di sottolineare i temi che incredibilmente, a quasi ottanta anni di distanza, sono ancora attuali: secondo l’ultimo report della Polizia di Stato nel 2019 ogni giorno 88 donne sono state vittime di atti di violenza fisica e psichica, una ogni 15 minuti.

Non è solo la violenza coniugale a essere ancora attuale, ma anche l’atteggiamento remissivo e complice della donna che spesso ai giorni nostri si comporta ancora come Stella negli anni ’40 trovando delle scusanti per giustificare il compagno aggressivo e violento. La forza di Un tram che si chiama desiderio è stata quella di affrontare temi scottanti come l’omosessualità, la pedofilia e il disagio mentale, una forza che scosse il mondo teatrale del dopoguerra e che ancora fa riflettere.

Tra le righe si trovano potenti spunti di riflessione che ci permettono di osservare con occhi più consapevoli i rapporti di forza tra i due sessi e la loro deriva: la tensione del testo gioca sulla fragile linea di confine tra la crisi di coppia e la follia. Far rivivere Blanche significa quindi cercare di decifrare i tormenti di una donna alla ricerca di un riscatto impossibile. L’ossessione di Tennessee Williams per la figura femminile, per le sue debolezze e le sue molteplici sfaccettature psicologiche gioca a favore di una rivisitazione in chiave contemporanea della difficoltà di sviscerare dinamiche estremamente complesse.

Blanche sbaglia in partenza cercando il porto naturale: la famiglia. Ciò che resta della sua sono la sorella e il cognato che non possono rappresentare il riscatto da una vita sbagliata in quanto loro per primi vivono una vita sbagliata. Stella è succube del marito e non ha più spazio per altro dolore. Stanley è un ragazzo rozzo di sentimenti, egoico e violento. Mitch rappresenta l’ultima speranza di riscatto di Blanche fino a quando la forza del passato non sovrasta il presente rendendo impossibile un futuro diverso. “Se il presente cerca di giudicare il passato, perderà il suo futuro”, disse Winston Churchill. Blanche è internata fin dall’inizio dello spettacolo in un continuo ripetersi dello stesso atto finale.

La scelta di ridurre il cast ai quattro personaggi fondamentali enfatizza quanto sia difficile trovare la persona giusta a cui chiedere aiuto nelle difficoltà: coloro ai quali Blanche tenta di aggrapparsi sono in realtà quelli che determinano il precipitare degli eventi.

I personaggi “altri” dell’opera saranno quindi solo voci, ombre che Blanche cerca di allontanare col terrore che il passato possa ripresentarsi. Il passato però ritorna con i suoi fantasmi resi più spaventosi dal trascorrere del tempo e dalla consapevolezza frustrante di un destino che sembra essere inevitabile e non modificabile.

Alla fine Blanche decide di smettere di combattere e si abbandona all’unico presente possibile uscendo di scena con la sua ultima battuta: “Chiunque lei sia, mi sono sempre affidata al buon cuore degli estranei”.

 

IL CAST

Olivia Manescalchi (Torino 1971) è un’attrice diplomata alla scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi nel 1993. Ha lavorato da allora, oltre che con lo stesso Ronconi, con Mauro Avogadro, Walter Pagliaro, Gabriele Vacis, Giorgio Gallione, Davide Livermore, e Michele Di Mauro. Nel 1997 fonda un’associazione con Lorenzo Fontana e Giancarlo Judica Cordiglia con la quale produce alcuni cortometraggi per Mediaset e mette in scena spettacoli teatrali prodotti dal Teatro Stabile di Torino. Nel 2006 scrive e mette in scena il suo primo testo teatrale Punto di domanda ovvero: avete mai sentito parlare del lavaggio completo delle vie nasali che viene poi inserito nella rassegna “Faccia da Comico” diretta da Serena Dandini a Roma. Nel 2008 scrive e dirige il suo secondo testo teatrale dal titolo 9 mesi e 1 giorno prodotto dalla fondazione Teatro Piemonte Europa. Dal 1999 al 2008 è nel cast della trasmissione televisiva La Melevisione, programma quotidiano su Rai Tre. Recita nel film Fuori dal mondo di Giuseppe Piccioni, in L’educazione di Giulio di C. Bondì e nel film tv Due mezzi papà regia N. Salerno. Nel 2012 è ospite nella stagione del Teatro Stabile di Torino con il suo ultimo testo Il funerale. Nel 2015 riprende lo spettacolo 9 mesi e 1 giorno, da lei scritto e diretto, con la partecipazione di Melita Toniolo e Lorenzo Branchetti. Dal 2011 collabora in veste di attrice e regista con l’Unione Musicale di Torino e col Teatro Baretti diretto da Davide Livermore. Nel 2016 lavora come acting coach per la fiction Non uccidere e nella seconda stagione ricopre un ruolo di protagonista di puntata. Collabora come assistente alla regia allo spettacolo di Stefano Bollani La regina Dada. Nel 2017 recita nel ruolo di Rosetta in Sacrificio d’amore Canale 5. Recita Amleto per il festival di Stresa con l’orchestra diretta da Daniele Rustioni. Ha doppiato Olivia Pope in Scandal per cui ha ricevuto una nomination come miglior voce femminile televisiva. Nel 2019 recita nel film tv Il mondo sulle spalle di Nicola Campiotti e nella serie Rai Uno Ognuno è perfetto di Giacomo Campiotti con Edoardo Leo e Cristiana Capotondi.

Riccardo Livermore (Torino 1993) è un attore diplomato nel 2018 presso la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino dove ha studiato tra gli altri con Valerio Binasco, Carmelo Rifici, Massimo Popolizio, Michela Cescon, Anna Bonaiuto e Antonio Latella. Perfeziona gli studi con il Corso di Alta Formazione del Teatro Due di Parma. Per il Teatro Stabile di Torino lavora con Valter Malosti ne La donna serpente di Carlo Gozzi, Il misantropo e Le intellettuali di Molière. Recita anche ne La bella addormentata di Charles Perrault, regia di Elena Serra e nel ruolo del fratello in Roberto Zucco di Bernard-Marie Koltès per la regia di Licia Lanera. Recita in Conseguenze (2017) di Giulio Cavallini. Nel 2018 è attore nella trasmissione televisiva M di Michele Santoro. Nel 2019 è in scena con le Favole di Fedro, regia di Chiara Guidi per la Societas Raffaello Sanzio e successivamente fa il suo debutto al Teatro Greco di Siracusa ne Le Troiane con la regista Muriel Mayette insieme a Maddalena Crippa e Paolo Rossi e nella Lisistrata di Aristofane per la regia di Tullio Solenghi.

Giulio Cavallini (Torino 1993) è un attore e regista diplomato nel 2015 alla Scuola del Teatro Stabile di Torino. È autore, regista e produttore di diversi cortometraggi tra i quali Il sognatore (2011), con cui vince il Premio della Giuria al Sottodiciotto Film Festival, e Conseguenze (2017) che, oltre al premio di Miglior Thriller ai Los Angeles Film Awards, ottiene nel mondo 4 selezioni ufficiali e 4 nomination. È autore e regista dello spettacolo teatrale #max² che debutta nel 2016 alla Cavallerizza Reale occupata di Torino. Realizza videodocumentari di argomento artistico e storico, tra cui i documentari delle mostre Genio e Maestria e Antichi strumenti, illustri personaggi alla Venaria Reale e L’eredità delle Madame Reali in Palazzo Madama a Torino. Realizza inoltre i video promozionali per spettacoli di Teatri Nazionali per Valerio Binasco, Fausto Cabra, Alessio Romano, Marco Lorenzi, Elena Gigliotti, Elena Serra, Dario Aita e l’intero apparato video per lo spettacolo Causa di Beatificazione di Michele di Mauro. È fotografo freelance specializzato in documentazione artistica e ritrattistica. Come attore, per il Teatro Stabile di Torino ha lavorato con Valter Malosti in Akhnaton e in Antonio e Cleopatra; ha collaborato con la compagnia A.M.R. / Teatro danza di Alessio Romano debuttando al LAC – Lugano Arte e Cultura nello spettacolo Dispersi nel 2015. Nel 2016 recita ne La strada di casa, serie tv per Rai Uno. Nel 2018 debutta presso il Silvano Toti Globe Theatre di Roma ne La Bisbetica Domata sotto la direzione artistica di Gigi Proietti e lavora con Michele Di Mauro nello spettacolo Causa di Beatificazione prodotto da Teatro Piemonte Europa.

Baretti

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