24-25 febbraio 2022, ore 20

ALDST

Al Limite Dello Sputtanamento Totale

di e con Viola Marietti

regia Matteo Gatta, Viola Marietti

dramaturg/supervisore artistico Gabriele Gerets Albanese

produzione Tristeza Ensemble, Mismaonda

Lo spettacolo sarà preceduto da RATAVOLOIRA, cortometraggio DCP 11’, colore, Italia

Da giorni a Torino i cittadini affermano di sentire voci e grida provenire dalle statue della città. Molti soffrono di insonnia e si radunano incoscienti nei pressi delle statue. La polizia brancola nel buio. La criminalità prende piede in città. Finché un uomo mascherato che si fa chiamare Ratavoloira tenterà di prendere le redini della situazione.

regia: Giulio Maria Cavallini
scritto da: Giulio Maria Cavallini e Riccardo Livermore
fotografia e montaggio: Federico Meneghini e Ludovico Casalone
scenografia: Lorenzo Russo Rainaldi
musiche: Francesco Mo
suono: Jacopo Schieda (presa diretta), Alessio Foglia (sound design), Fabio Coggiola (mix)
interpreti: Giulio Maria Cavallini, Michele Di Mauro, Olivia Manescalchi, Riccardo Livermore, Alessio Del Mastro, Roberto Briatta, Luca Perugini, Orlando Perera e con la voce di Donato Sbodio
prodotto da Fotogramma Zero in associazione con Freudstein Film
produttori: Federico Meneghini, Ludovico Casalone, Giulio Maria Cavallini, Riccardo Livermore

ALDST è un monologo. ALDST è l’affresco in soggettiva di una ragazza tra i venti e i trent’anni, autodistruttiva e ironica, immatura e incasinata, che tenta di barcamenarsi in quel disastro sconsolante che potremmo chiamare: la sua vita.

È un piano sequenza di tutti i suoi casini, a partire dal pranzo di natale in famiglia per passare dai pit-stop deleteri della sua quotidianità, dove ogni giorno lotta grossolanamente contro quell’indefinita zavorra che la trascina sempre in basso, passando per il baratro della depressione, come una sorta di buca del bianconiglio di un’Alice sgangherata, alcolizzata, sconsolante, che forse, passando per mondi interiori e immaginari, vedrà alla fine del cunicolo un bagliore di luce di rinascita.
Sappiamo tutto di lei: le cose della sua vita che è la vita di tutti, l’amore, il lavoro, la solitudine, la religione, la malattia, che le restituiscono sempre e con gli interessi quel carico di dolore senza nome che si porta dentro come una bestiolina.

Ci sono ramanzine, autocommiserazioni, medici con accento tedesco, amici che vivono nella doccia, tremendi postumi dell’alcol, nonne rimbambite e sorellastre, didascalie inopportune, amori catastrofici, mattinate inconcludenti, elucubrazioni senza capo né coda, disoccupazione perenne, somatizzazioni intestinali, amiche sbroccate, un pranzo di Natale, un sacco di pensieri dei vent’anni.

Il tutto orbita intorno a quell’ inquietudine, abbastanza diffusa oggi, di chi, come me, soffre di adolescenza lunga e si scarrozza così maldestramente in un tempo che ormai è appurato essere senza senso che alla fine sprofonda sempre dentro se stesso e non riesce a mettere a tacere il cervello.

In estrema sintesi, è una ragazza che cerca violentemente di essere felice e tendenzialmente non ce la fa. Una ragazza che ha tutto ma non ha niente. Solo se stessa. E non sa che farsene.

 

Biglietti: intero 12€, ridotto 10€ (under25, over65)

MA COME?

ALDST è un monologo per una sola attrice che fa tutti gli altri personaggi a microfono.
Più che raccontare una storia, ALDST dipinge un affresco ludico ed espressionista di una vita.

Tra piccole poesie lette dal quadernino con imbarazzo, riflessioni sulla nostra generazione e uno stile di parlato estremamente grezzo che sgomita per andare verso l’alto, tra una parolaccia e una paronomasia.

Le forme sono a servizio di queste due cose: lo stile poetico-musicale, che evade il realismo di come funziona il parlato della vita, e i contenuti tematici violentemente espliciti.
Una via di mezzo tra la stand-up comedy più becera e una wannabe Sarah Kane.

SÌ, MA COME? (MESSA IN SCENA)

La messa in scena è molto semplice: lucine di natale da quattro soldi, una sedia, un maglione natalizio, una giacca, alcol e sigarette. E delle musiche, da Monteverdi ai The Cure.

L’ingresso in sala è fatto nel pieno rispetto delle normative anti-covid19.
In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti l’accesso alle attività culturali, al chiuso o all’aperto, è consentito ai maggiori di 12 anni solo attraverso la presentazione della Certificazione verde COVID-19 (Green Pass).

Consigliamo l’acquisto dei biglietti online in modo da avere la sicurezza del posto e il tracciamento dei dati. Sarà comunque possibile acquistare i biglietti in cassa, con apertura della biglietteria mezz’ora prima dell’inizio dell’evento.

È obbligatorio indossare la mascherina FFP2 anche durante lo spettacolo.

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