La crepanza

15-16-17 novembre 2017, ore 21
La crepanza

Un testo di Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
con Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
Regia di Andrea Tomaselli
Luci Daniel Coffaro
Costumi di Pasquale Pellegrini

Maniaci d’Amore / Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse / Nidodiragno – Coop. CMC – in collaborazione con Ludwig

La crepanza: Francesco d'Amore e Luciana Maniaci

Il Burning Man è una lungo rave scatenato che si tiene nel deserto del Nevada. Quest’anno il tema è la fine del mondo.
L’evento dura notti intere e chi ci partecipa è pronto a vivere qualsiasi esperienza.
Qualsiasi ma non questa.
D’improvviso, un bagliore accecante, e la folla danzante sparisce. Amara e Mio, si ritrovano totalmente soli nel nulla.
Lei è convinta che sono entrambi morti e che quello in cui si trovano è un crudele aldilà.
Lui è certo che si tratti di una prova e che l’importante sia credere di poterne uscire, avere fede. Anche quando si tratta di aver fede in un’aragosta di plastica, l’unico oggetto rimasto in quel vuoto.
Amara e Mio sono diversi, insofferenti l’uno all’altra ma gli unici esseri umani rimasti sulla faccia della terra.
Il rave dello sballo si trasforma così in un sorprendente eremitaggio di coppia nel deserto.
Ha senso portare avanti la specie o la facciamo finita così?

La Crepanza è un’opera pop, leggera ed anarchica, che si pone domande importanti sulla fede, la capacità di stare con gli altri, le difficoltà di crescere. Uno spettacolo spiazzante e irriverente su come il senso della vita sia capace di nascondersi nei luoghi più improbabili e pericolosi. Come il deserto del Nevada o il teatro.

La crepanza

La malinconia dei contenuti e l’ironia dei dialoghi fanno dello spettacolo una “commedia al rovescio” estremamente forte e coinvolgente. L’utilizzo di toni grotteschi e tragicomici, che rendono lo spettacolo leggero e godibile nonostante l’importanza dell’argomento trattato, rimanda all’universo dei racconti di Saunders, dove lo scrittore descrive un futuro prossimo distrutto e desolato, in cui soltanto piccoli gesti di umanità e gentilezza sono capaci di far rinascere la speranza.
Jolanda di Virgilio, Persinsala

“La crepanza” diverte amaro, anzi anche dolce: nonostante il contesto disastroso, fa molto ridere. (…) Le sensazioni trasmesse alla platea sono liquide, per nulla spiacevoli. Con La Crepanza i Maniaci d’Amore scolpiscono la loro peculiarità. Sono una compagnia a due, compatta e necessaria ad esprimere proprio quella comicità che dall’efferatezza passa al riso, e amareggia e stordisce, e rianima e ricarica. Le loro storie, che poi sono molto vicine, hanno bisogno di quel linguaggio e di quell’intesa. Dopo, il diluvio.
Maura Sesia, Sistema Teatro Torino

“I Maniaci sembrano ironizzare sul legame di coppia (…) ma più alto è il vero tema: ragionano sulla propensione che ognuno di noi ha nel dare un senso alla propria vita cercandolo fuori da sé. (…) Lo fanno con una drammaturgia che funziona, basata su nonsense, alternanza pop d’alto e basso contenutistico, e affiatamento attoriale, (…) confermando la progressiva crescita del duo.
Alessandro Toppi, Hystrio

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Foto © Giulia Dalmasso

Baretti

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